Archivio mensile:agosto 2015

Necrolepsy, Galvanizer, Amputory, Cadaveric Incubator, Solothus

Seconda giornata del fest, ovvero sabato 12 (non contiamo il warm-up di giovedì sera). Nove gruppi più atri tre nell’afterparty. Siccome sono tanti anche stavolta splitterò la pre-recensione. Anche qui c’è un gruppo che sta un po’ a metà tra “nuova” e vecchia scuola, un po’ i Pestigore del secondo giorno diciamo, ovvero o Festerday, ma stavolta penso che li metterò assieme agli altri headliner.

Necrolepsy

NECROLEPSY

Se tutti i gruppi Death Metal di oggi prendessero almeno qualche elemento del loro sound dai Necrolepsy saremmo a posto. Nel senso che formalmente ogni cosa in questo gruppo è giusta – suono lacero e sporchissimo, registrazioni solo analogiche, logo putridissmo, forti influenze Autopsy, voce marcia e gorgoliante ecc. Forse non come sound ma come stile mi ricorda quando uscirono i Repugnant a cavallo del 2000, con la loro attitudine no-nonsense, forse questa volta portata ancora più all’estremo. Se suonassi in un gruppo oggi, vorrei che fosse così. Grandi aspettative.

Galvanizer

GALVANIZER

Davvero interessantissimi anche questi Galvanizer, sempre sul versante marcio e old school con qualche impronta carcassiana/grindcore nel loro sound. Leggi grindcore come potevi leggerlo nel 1990 ovvero niente braghetti e cappellini e capello leccato da hipster, ma qualcosa di spaventoso e  iperdistorto con due-tre giri di chitarra, voce incomprensibile, basso simile a lo scarico di un camion. Gran gruppo che assieme ai Necrolepsy fanno da eccellente intro per la giornata.

Amputory

AMPUTORY

Gruppo discreto, con sonorità più Svedesi che Finniche, non sono malaccio anche se devo dire di gruppi equivalenti me ne vengono in mente 666 solo pensandoci qualche secondo. Niente di sbagliato in se ma nulla che buca lo schermo diciamo. Perfetti comunque per la giornata quindi stiamo a vedere come se la cavano live. Essendo veterani della scena, potrebbero nascondere qualche sorpresa.

Cadaveric Incubator

CADAVERIC INCUBATOR

Fantastici, un gruppo grindcore come si deve dopo tanto tempo, oscillanti tra Repulsion e primi Carcass, con tanto catarro, suoni sudici, quegli strani riff che sembrano ronzare di insetti attorno a un corpo in putrefazione, non saprei trovarci proprio nessun difetto. Gran gruppo, e con questo siamo a tre figate totali e non siamo neppure tra gli headliner.

Solothus

SOLOTHUS

Quando ho letto influenze Candlemass e Trouble, due gruppi che mi fanno cagare, ero già pronto a sentirmi la solita super merda chessò alla Abysmal Grief. Invece cazzo, sti Solothus sono massicci. Death Doom ma fatto da dio, con tutti i crismi del genere e nessuna delle minchiate retro che fanno tanto figo adesso. Parti pesantissime con voci non solo gutturali ma a volte cori spettrali che sembrano i lamenti dei morti. Finora il bill va bene, molto bene davvero. Questo è un gruppo in grado di progredire e proporre soluzioni interessanti con gli strumenti a disposizione e una buona dose di buon gusto. Promossi pure questi, via.

Cross To Bear, Malicious Death, Axeslaughter

Afterparty119

Arriviamo così all'”afterparty” della prima giornata effettiva del fest (venerdì 11), un evento che pare abbastanza slegato dal resto siccome non solo si terrà in questo “Bar Monttu” ma anche lo stile di questi tre gruppi non è propriamente identificabile come Finnish Death Metal (o “Metal of Death” se vogliamo parlando di Archgoat e Witchery, per stare in tema di etichette ad ogni costo). Questo comunque è il bar, che nonostante qualche lieve speranza, pare essere proprio un bar, di quelli dove prendi le pizzette e lo spritz per interderci. Meh.

MonttuPer 5 euri più l’immancabile consumazione che tremo solo a pensare cosa costerà in un bar Finlandese saremo graziati da alcuni gruppi che non credo di aver mai sentito prima, quindi barerò vergognosamente scaricando i pezzi tramite groovesquid, soundcloud, YouTube ecc. Ecco che ne salta fuori:

CTBlogo

CROSS TO BEAR

Anche se il nome è di recente introduzione il gruppo è esistito per sedici (!) anni come Breamgod, altro nome che però ammetto non mi dice nulla. Avevano all'”attivo” un solo disco del 2006, quindi mi sa che tanto “attivi” non erano. Però sono di Pori quindi chissà come mai sono riusciti ad infilarsi nel bill. Musicalmente non posso dire che mi facciano cagare ma incomma, quasi. Suonano quella sorta di macho core metallizzato che è stato riportato in auge da Hatebreed e simili, che io chiamerei ingenuamente metalcore se oggigiorno non volesse dire altro, quindi vaffanculo. Forse con una leggera vena Death Metal in più, ecco. Niente di eccezionale ma così come background mentre di fai spennare per una acqua gasata aromatizzata alla birra da 3 gradi ci può stare.

 

MDlogo

MALICIOUS DEATH

Gruppo di Helsinki con quattro dicasi quattro album all’attivo, a non conoscerli in effetti dovrei sentirmi una merda. Invece no. E’ che non saprei, sul thrash metal proprio non ho pazienza, non riesco a concepirlo al di fuori della sua epoca. Tutti e dico tutti i gruppi retro che suonano oggigiorno, dai pagliacci alla Municipal Waste in giù, mi lasciano come minimo indifferente. Come musica in se il gener spacca(va), sia chiaro. Niente di meglio per bersi una birra e fare headbanging in air guitar però boh chessò sono quelle fisime che ti si attaccano addosso e poi fai fatica a scrollartele di dosso. Vorrei che tutti i gruppi hardcore suonassero come negli anni ’80, che il Death Metal non si fosse evoluto dopo il ’92, che i gruppi goregrind avessero sempre un batterista, che i Nasum non fossero mai esistiti e non avessero mai messo la cravatta al grindcore, che il Thrash Metal fosse rimasto sepolto quando era completamente scomparso a cavallo del ’90. Almeno come fenomeno di massa intendo, giacchetta di jeans, scarponcini a collo alto e maglia col reattore compresi. Non parliamo delle bandane che mi sale il crimine. Comunque sia anche come Thrash Metal questi Malicious Death fanno cagare, spero che per qualche motivo non riescano a suonare o che taglino corto.

ASlogo

AXESLAUGHTER

Il nome Axeslaughter in realtà non mi è completamente nuovo, potrei azzardare anche di averli sentiti prima d’ora anche in visione della discografia non breve, va a finire che a spulciare tra gli ultimi acquisti a cazzo potrei anche averci uno split o una cassetta. Provenienti dalla città dal bellissimo nome di Lappeenranta (Satanic Warmaster, Sargeist ecc.), detta anche città del selvaggio* (e ve’ che stemma meraviglioso)

Lappeenrantaquesti Axeslaughter mantengono fede al loro gonfalone rimanendo sul versante appunto primitivo del Death Metal cioè grezzissimo, con mille contaminazioni della primissima scuola, un suono di chitarre ruvidissimo e talvolta hellhammeriano, nel complesso mi piacciono abbastanza, in genere gruppi così come anche chessò i Bestial Mockery, detti anche “gruppi da Hellsheadbangers” dopo un po’ mi rompono il cazzo però immersi nel contesto del fest ci stanno, via. Poi senza neanche vederli in foto suppongo che avranno tutte le solite stronzate da stage che sono sempre carine da vedere.

*The Swedish name Villmanstrand contains the words vildman meaning “wildman” and strand also meaning “shore”. The wildman is depicted on Lappeenranta’s coat of arms.

Demilich, Archgoat, Convulse, Purtenance

Demilich

DEMILICH

Dei Demilich di Kuopio posso dire ben poco se non che per un lungo periodo sono stati nella top 3 dei miei gruppi preferiti in assoluto. Dotati di una capacità compositiva, una visione criptica e geniale che si rifletteva in ogni aspetto – dal logo, al lavoro delle chitarre convulso e quasi dissonante (pare che fossero in ottimi rapporti con Human Remains, altro gruppo di un’imprevedibilità devastante), una voce che portava il concetto di gutturale a nuovi livelli, una massa liquida da batrace che era qualcosa di differente da ogni altra cosa sentita prima. E i titoli dei pezzi – allucinazioni Lynchiane, quasi surrealiste. Questo è un gruppo che ho seguito sin da prima del Cd Necropolis e che ho provato persino ad agganciare per una piccola produzione, magari un 7″, attorno al 2000, idea che purtroppo si tramutò in un niente di fatto. Assieme ad Archgoat sono stati anche i protagonisti indiretti di una delle ripoffate più imprevedibili che mi siano capitate: spediti soldi tra l’altro tramite vaglia internazionale e quindi tracciabili per un paio di t-shirt (mi pare anche una felpa) a Necropolis, non ebbi mai una risposta. Anche in seguito per anni provai a contattare l’etichetta di quei merdosi fino a quando nel 2003 o giù di li fu proprio Thind a contattarmi per minacciarmi che se non avessi smesso di parlare male della sua etichetta mi avrebbe sputtanato con una campagna di flyer ecc. ecc. Cosa strana visto che fino ad allora non si era fatto sentire nessuno per quel vecchio vaglia (risalente credo al ’93 o giù di li) e appena Internet cominciò a diventare il mezzo di comunicazione per eccellenza fui contattato a raffica da lui e un paio di suoi scagnozzi. Abbassati i toni, mi disse che avrei avuto qualcosa in omaggio per scusarsi di quel che era successo, cosa che ovviamente non è mai avvenuta. Altra nota buffa è che verso la fine degli anni ’90 venni in contatto con un ex-dipendente che pare avesse una causa in corso con l’etichetta e mi confermò che per un lungo periodo i soldi venivano tranquillamente rubati. Bell’etichetta di merda, lasciamo stare.

Resta il fatto che i Demilich sono immensi, senza dubbio uno dei gruppi più emblematici e originali del panorama Death Metal non solo Finlandese ma mondiale, talmente convoluti e pieni di spunti che ci si potrebbe scrivere un libro. Anche se il gruppo è di nuovo attivo, e avrò pare modo di vederli almeno un paio di volte nei mesi a venire, il fatto di potermeli vedere live per la prima volta mi fa venire la tachicardia.

Archgoat

ARCHGOAT

Per gli Archgoat di Turku vale quanto detto sopra, anche se questo è un gruppo che scoprii solo quando l’EP su Necropolis era già uscito ed arrivò in maniera inspiegabile in un piccolo negozio Metal di Modena che le etichette underground, in particolare Black/Death manco sapeva che esistessero. Nonostante la ripoffata indiretta, è un gruppo per il quale conservo un po’ di “culto”, in particolare per le sonorità bestiali tipiche di un black metal al tempo tutto fuorché in voga. Sia chiaro, ai tempi dell’EP questo gruppo non lo conosceva NESSUNO, se siete nati dopo l’85 e qualcuno vi dice il contrario sta mentendo di brutto, questo era uno di quali gioielli che ci si passava tra quattro gatti, nonostante la stampa su vinile e la distribuzione non pessima. Assieme a Impaled Nazarene e Beherit, il Black Metal Finlandese era a mio avviso definito proprio da questa trinità. Tra l’altro sono un gruppo che ha mantenuto intatto lo spirito e dopo dieci anni di silenzio ancora suonano con la stessa ferocia e inumanità che avevano nei primi ’90. EP consumato a forza di passare sul giradischi, e nuove release assolutamente allo stesso livello. Gruppo della madonna che non vedo l’ora di rivedere dopo lo show con Black Witchery di qualche anno fa.

Convulse

CONVULSE

L’unico motivo per cui la mascella non mi cadde quando nel ’94 mi arrivò un promo dalla Nuclear Blast con un pezzo di quella merda di “Reflections” fu che in quello stesso sampler c’era anche un pezzo degli Afflicted che era molto, molto peggio. Eppoi già la Finlandia dava segni di rincoglionimento da un po’, con Xysma e Lubricant davanti a tutti improvvisamente vittime di una insolita venerazione per il groove e il rock psichedelico, mah. Lasciamolo fare a chi lo sa fare dico io. Resta che comunque i Convulse di Nokia hanno avuto una discografia quantomeno disomogenea. Un demo e un album di debutto che a parte la copertina bellissima non era proprio un Death Metal che sgocciolava umori di putredine come i lavori di diversi altri coetanei e connazionali. Forse più sul versante Svedese “maleducato” alla Grave che non sulla linea oscura-pesantissima della Finlandia a cavallo del ’90. Seguì un brutto EP e uno degli album più brutti che abbia mai sentito, appunto quel “Reflections” che cerco di dimenticare. A vent’anni da quella merda ho sentito (e comprato) il singolo e il full del 2013. Non terribili, ma non so che dire, niente che mi faccia davvero girar la testa. Ecco se le reunion finiscono così, preferisco i Krypts.

Purtenance

PURTENANCE

“Members of Immortal Damnation” è stato non solo uno dei pochissimi dischi Drowned su vinile 12″, ma forse la prima volta che ho avuto modo di vedere un disegno di Moyen a colori. Anche se lo preferisco di gran lunga in bianco e nero, l’effetto su questo album non era poi così male. Ma quello che veramente mi lasciò a bocca aperta fu il massacro inumano che ci stava dietro… quando lo misi su la prima volta ricordo che mi pareva che le finestre esplodessero, persino mia madre entrò in camera a vedere quello che era successo (ah ah, eh beh). I Purtenance di Nokia erano uno dei gruppi più brutali e gutturali che avessi e trovavo sempre modo di infilarli nelle compilation in cassetta che mi facevo quando andavo a scuola col walkman. Persino per essere un gruppo Finlandese erano in qualche modo catalogati in quello che allora chiamavamo “Death Americano” o Death Metal alla Suffocation/Cannibal Corpse. Ovvio adesso sono definizioni che non han senso e non vogliono dire una mazza, ma al tempo si definiva così la roba veloce, senza melodia e con voci super-gutturali. Non che ce ne fosse poi tanta ecco, in mezzo a tutta quella massa di cagate che uscivano passato il maledetto 1993 con tutti i gruppi che uno dopo l’altro “evolvevano” in merda.

Questo gruppo lo scoprii poco prima del full grazie al 7″ “Crown Waits the Immortal” che uscì l’anno precedente sempre per Drowned, etichetta  che al tempo non sbagliava quasi un colpo (quasi, eh, c’è della roba leggermente sottotono se andiamo a vedere le cassette degli inizi) e solo in seguito ho avuto modo di sentire i pezzi dei Purtenance Avulsion, il gruppo precedente. Anche se sono tutte più che discrete registrazioni, è indiscutibilmente il full che mostra la piena maturazione del suono Purtenance, il volto più brutale e diretto della scena Death Finlandese, senza ombra di dubbio. Suoni pesanti quasi alla Mortician, voce gutturale, blast, una vena appena accennata di quello “sludginess” tipico della Finlandia, qualche breve passaggio doom cupissimo ecc. ecc. non posso davvero descrivere quanto cristo mi piacesse quel disco. Devo dire che anche il disco della reunion, “Awaken from Slumber” rompe il culo, la voce quasi uguale e i blast persino più caotici, questo è un gruppo che ha saputo senza dubbio mantenere la propria vena anche dopo tutti questi anni. Se proprio vogliamo anche il suono un po’ paludoso aiuta a fare da collante. Altro gruppo da libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi che mi guardo più che volentieri (poi a giorni esce il nuovo, pare, con copertina sempre Moyen ma grazie al cielo sottosuolo in bianco e nero stavolta.

Pestigore

Pestigore

Ecco. Io coi Pestigore qualche anno fa ci stavo in fissa, e a mio avviso meritano un post dedicato. Rispetto ai nomi più rilevanti del main event si tratta di un gruppo che in fin dei conti ha fatto uscire un paio di demo tape e poco altro quindi si tratta di un gruppo che cade un po’ a metà tra le nuove leve del post precedente e gruppi con almeno un full all’attivo che faranno da headliner, il fatto è che ‘sti due demo li hanno incisi nel periodo d’oro ’91-’92 quindi sono uno di quei gruppi-gioiello che per motivi totalmente a me oscuri riescono ad uscire dall’anonimato del passato per ottenere uno status di “cult”. La mia fissazione per questo gruppo risale grosso modo al periodo in cui uscirono questi demo tape, ricordo che mi piaceva il nome e mi incuriosirono perché Pestigor era il nome di un demone di Warhammer Fantasy, un’ambientazione di GDR/Tridimensionale stile grosso modo fantasy ma con riferimenti molto cupi, la cui versione 40K è stata per un po’ adottata anche dai Bolt Thrower come tematica (periodo Realm of Chaos). Così facendo 2+2 tra nome figo, Death Metal made in Finland che al tempo seguivo con molta attenzione, e questa citazione del demone pestilenziale di Warhammer diventarono un po’ un tormentone, quei gruppi che ti rimangono in mente ma poi anche a scavare tra le fanzine non trovi quasi nulla, se non ricordo male a parte Drowned, Thanatography, Diarium Autopsia e poche altre i riferimenti e le interviste a questo gruppo erano davvero sparse, nel mio piccolo feci una micro-recensione su Nuclear Abominations (quella stampata) numero 2. Così quando verso il 2003-2004 ricominciai a sentire il nome ne fui piuttosto sorpreso, perché diavolo in mezzo alle miriadi di gruppi durati un battito d’ali questi Pestigore sono stati riesumati? Mah, ancora adesso non ne ho idea, forse il cantante Kari è sempre rimasto bene o male dentro l’underground e ha mantenuto il nome attivo. Non ne ho idea, se lo sapete voi fatemelo sapere perché son cose che non mi spiego.

withintwisted

 

 

 

I Pestigore registrarono come dicevo prima giusto qualche cassetta prima di sciogliersi. Io possiedo una copia fisica di “Twisted Perversions… Unbearable Delight” e una registrazione su TDK del primo demo ma non avevo mai sentito il rehearsal ne’ il promo del ’92 che al giorno d’oggi ho comunque recuperato in 30 secondi con una breve ricerca sul web. Sono comunque sorpreso di sentire differenze stilistiche sostanziali tra le varie release, comprese queste due che non conoscevo.

“Within the Dark Mist” è forse il più strettamente Finlandese come sound: il nostro amato Doom/Death con voce dall’oltretomba, batteraio rigido come un cippo funerario, registrazione da cantina ecc. Roba buona ma è con il secondo demo che le cose a mio avviso presero davvero piede. “Twisted Perversions” per me è un piccolo, vero capolavoro, sicuramente il mio preferito e decisamente il più Carcassiano dei quattro. Death Metal super intricato e putrido, con una voce Impetigo-Carcassiana tipo primi Disgrace o Xysma e suoni talmente saturi da far scricchiolare le membrane dei diffusori. Aggiungici la registrazione distante e ovattata dei demo in cassetta di quel periodo e un lieve e riverbero sulla voce et voilà, perfezione assoluta. In questo demo c’è un po’ di tutto – Carnage, Putrefaction, Carcass, Bolt Thrower, la crema delle sonorità di quel periodo.

Il rehearsal del ’91 mi pare a mezza via tra i due demo come sonorità, c’è un po’ dell’uno e dell’altro, con un suono tutto sommato accettabile. Questo promo ’92 sembrerebbe un passo avanti con sprazzi di guitarwork sullo stile Mutilated/Vader decisamente diversi da quelli del demo, giusto la voce rimane cavernosa e catarrosa, ma qui il gruppo pare aver cominciato a trovare equilibri nella chimica interna, non sono sempre convinto da certe ritmiche mid tempo più Svedeseggianti che altro ma nell’insieme c’era spazio per qualcosa di concerto in un ipotetico futuro, peccato evidentemente si siano sciolti poco dopo.

Witchcraft, Gorephilia, Maveth, Cemetery Fog

Passiamo al “main event” vero e proprio, che dovrebbe tenersi l’11 di settembre. Per questioni di tempi e suddivisioni logiche malate direi che possiamo splittare il concerto in tre parti, la prima coi gruppi post-2000, l’ultima con i nomi storici, quella di mezzo in cui per motivi per lo più personali ci metto solo i Pestigore.

Witchcraft

Witchery

Non so in che ordine suoneranno i vari gruppi quindi procederò più o meno a caso. Partiamo con i Witchery di Hamina, gruppo con il nome nuovo di zecca (prima si chiamavano Black Feast) con all’attivo giusto qualche cassetta e uno split su Behest (come Black Feast la discografia è lunghetta, compreso l’immancabile pippone su NWN che se suoni sto genere è quasi obbligatorio). In un primo momento si potrebbe essere tentati di obiettare che questo gruppo vira troppo sul versante Black Metal per suonare in un Death Fest però mettiamo in chiaro alcune cose: 1) Archgoat praticamente headliner 2) Voci marce, suoni distorti, testi su carne marcia, incubi e tombe – esattamente dove sta la differenza? 3) Questo concerto mi pare voglia richiamare quel breve periodo in cui le etichette non hanno ancora spezzato in due la cosiddetta “scena”, quando il confine che delimitava i generi era per lo più cosmetico e non voleva necessariamente creare divisorie stilistiche.

Arrivando al sodo i Witchery suonano Black Metal ma di quello oscuro e marcio che piace al sottoscritto, ispirato ovviamente dai sempre citati Blasphemy o dei loro storici conterranei di Rovaniemi che manco mi sento di nominare (e ci somigliano davvero tanto, minchia!), con tanto di nomi di guerra lunghissimi, suoni catacombali, batterista in rigor mortis perennemente al limite del fuori tempo, voce sepolcrale catarrosa e così via, nulla di mai sentito prima ma dite quel che volete questo è davvero uno dei miei generi preferiti in assoluto e sarei disposto a digerire qualsiasi cosa più o meno abbia le caratteristiche elencate sopra un po’ come per il goregrind patologico sudamericano. Non so come siano a livello live ma con la dose giusta di teschi borchie e pelle direi che ci siamo.

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Gorephilia

GOREPHILIA

Eccoci di nuovo in territori più familiari, i Gorephlia vengono da Vantaa, città dell’Heureka e sono un gran gruppo, tecnicamente e stilisticamente vicino a sonorità americane quanto quelle del loro paese, il che crea un risultato stranamente compatto e senza sbavature ma allo stesso tempo identificabile su più livelli. Gran voce, gutturale e mastodontica in pieno stile Purtenance, suoni massicci ma senza il classico andirivieni tra vallate Doom/Death e riffoni cadenzati, i pezzi di questo gruppo sembrano un’interpretazione Finlandese di roba Sud-statunitense tipo Diabolic, Morbid Angel periodo Tucker o Serpents Aeon, più facile da sentire che da descrivere. Se c’è un gruppo che sta riuscendo nel difficile intento di far convivere tutte le sfumature del Death Metal buono, questo è quello giusto.

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Maveth

MAVETH

Questo è un gruppo che fosse uscito qualche anno prima avrebbe fatto parlare un bel po’ a mio avviso. Pezzi mai banali, sempre sullo stile voce gutturale/suoni pesantissimi ma non sulla vena “Gateways to Annihilation” dei Gorephilia, direi qualcosa di più sepolcrale talvolta riminiscente di quel Death Metal satanico alla Imprecation, Incantation, Hibernus Mortis ecc. ma in chiave leggermente più tecnica ed organizzata. Alcune scelte compositive sono veramente impressionanti e ogni traccia ha una coesione orchestrale notevole. Gruppo completo al 100% che ho davvero voglia di rivedere.

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Cemetery Fog

CEMETERY FOG

Ormai piuttosto raramente trovo cose interessanti nel roster della Iron Bonehead. Non che abbia nulla contro l’etichetta anzi, massimo rispetto per l’attività in continua crescita ecc. ecc. è che davvero, diciamo sarà giusto un venti percento delle uscite che mi sentirei di ascoltare più di due minuti. Ecco purtroppo i Cemetery Fog non sono tra questi. Non che non mi piaccia il Doom/Death, ma tra qui e (per rimanere in Finlandia) chessò Thergothon e primi Unholy ci sta il mondo intero. Forse un pelino troppe tastiere, troppe influenze seventies non ne ho idea, fatto sta che sti Cemetery Fog mi sembrano non solo acerbi, ma di quel grezzume amatoriale più vicino al gruppo delle scuole medie che non al minimalismo supermarcio del Black Metal alla Exmortes o Gonkulator. Ad aggiungere il danno alla beffa, suonare in un fest con gli Skepticism che di Doom lo sanno suonare DAVVERO mi pare quasi una cattiveria :v.

Ascended, Decaying, Krypts, Stench Of Decay

Warm Up

Allora, partiamo con lo show di riscaldamento, quattro gruppi “giovani” la cui data di formazione va dal 2004 al 2010 e dei quali in realtà conosco abbastanza poco.

Ascended

 

Il primo dei gruppi indicati sono questi Ascended, gruppo di Pori (la città dove si terrà il “festival”) con all’attivo un demo recensito qualche anno fa proprio su queste pagine seguito da un EP (per Enucleation e Detest, etichette entrambe defunte, che ‘sti qui portino sfiga?) e uno split con un gruppo americano merdosissimo di nome Helcaraxe risalente a quattro anni fa. Gli Ascended suonano un tipo di Death Metal cupo e massiccio in pieno spirito Finlandese, venato da striature melodiche qui e li, per lo più accenni di derivazione a mio avviso più inglese che quella merda made in Sweden che era popolare alla fine degli anni ’90. Parlare di melodia oggi e in particolare in questo caso è complesso e rischia di far emergere un aspetto di questo gruppo che va ascoltato prima che discusso. Le armonie che circondano i pezzi non sono una roba dolce e stucchevole, ma rinforzi di una base solida come la pietra dalle atmosfere dolorose, talvolta sul bordo dell’agonia. Il cantante suona anche il basso negli Stench of Decay quindi me lo vedrò due volte sul palco, pare.

Recensione di The Art Of Necromancy

Decaying

Ecco di tutto il fest i Decaying forse sono l’unico gruppo che non mi interessa assolutamente vedere e non è escluso che approfitti del loro show per ficcanasare un po’ tra le distro. Attivi dal 2010 hanno già fatto uscire due demo più un EP e TRE full sempre su Helltrasher, etichetta polacca con qualche piccola uscita interessante a spot (anche se non a livello delle precedentemente citate Dark Descent, MSUO, Detest ecc.). Il fatto che questo gruppo sia in grado di fare uscire un full-length all’anno già in parte fa scattare qualcosa nel mio senso di rettile, ma ci sono diverse cose che non vanno qui. Musicalmente, il gruppo ha i soliti giro alla Bolt Thrower completamente deprivati di solidità, con una distorsione e un’oscurità neppure la metà di quella dei Krypts. I riff sono noiosi, la voce completamente anonima, con i soliti stridii a pallida imitazione chessò, Obituary, qualche growl senza impatto ecc. Le tematiche sono quasi tutte inerenti la guerra, non ho voglia di leggermi i testi ma mi par di capire che siano (sempre Bolthrowericamente) digressioni su quel conflitto o l’altro. Meh, nel complesso tre dischi su tre che nell’insieme nel mio libro non arrivano alla soglia della sufficienza.

Krypts

 

Tra le nuove leve di questa restaurazione del Death Metal putrido e tradizionale made in Finland, forse i Krypt di Helsinki sono quelli che meglio di chiunque altro hanno catturato la vena compositiva del periodo ai quali si ispirano. I loro pezzi sono lunghi e pesantissimi paesaggi dal suono plumbeo, ricuciti su un tessuto di riff di ispirazione Bolt Thrower-iana, difficilissimi da manipolare senza scadere nel cheap (vedi i vecchi Nuclear Winter pre-Dead Congregation). Tracce completamente prive di sbavature persino nei passaggi più difficili, con un cantante in perenne ruggito privo di anima e misurate citazioni alla scena Finnoscandinava tout court. Il gruppo ha solo sette anni di età ma ha già lavorato per tre tra le etichette più interessanti del momento come la defunta Detest, Me Saco un Ojo e Dark Descent, con tanto di un (bel) full del 2013 che ho su vinile e prima o poi mi verrà voglia di recensire. Se c’è un gruppo tra questi quattro che dovreste ascoltare, questo è quello giusto.Stench-of-DecayL’esatto opposto dei Decaying, questo è un gruppo che in undici anni ha fatto uscire due demo ed un EP (MSUO/Detest), raccolti tre anni fa da una fantomatica quanto prolifica Ektro records di Pori di cui onestamente conosco ben poco in quanto pare avere come roster un poltiglione di roba che va dall’HR psichedelico al DM sperimentale, diciamo pure tutto lo spettro musicale del quale non mi frega un cazzo. A parte il logo che mi ricorda qualcosa che non riesco a identificare, mi pare di averlo già visto tanti anni fa ma vatti a ricordare dove (Hideous Mangleous? Protected Illusion?), si tratta di un gruppo dal sapore deliziosamente amatoriale che tutto sommato sono curioso di vedere live. I pezzi di questo gruppo sono tanto acerbi quanto mi pare non pretenziosi, tipico Death Metal massiccio e distorto con vocione catacombale. Non è un gruppo che farei 2500 Km per vedere, ma nell’insieme meno peggio dei Decaying coi loro tre cazzo di full-length all’attivo.

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Finnish Death Metal Maniacs

Finnish Death Metal

Allora. Tra meno di un mese in Finlandia si terrà il cosiddetto Finnish Death Metal Maniacs fest. Inutile dire che se avessi pensato 25 anni fa di vedere tutta sta roba tutta assieme mi sarei ibernato apposta per svegliarmi nel futuro e chissenefrega di tutto il resto delle cose belle che la vita ti regala giorno dopo giorno. Con il Death Metal Finlandese ho sempre avuto un rapporto maniacale di amore-amore, molto di più che con l’ormai sdoganatissimo Death Svedese (che dopo il triste periodo “melodico” ha tornato ad avere un’identità ben riconoscibile). Che poi il Death Svedese andava abbastanza forte anche nei primi anni ’90, sia che si parli di Dismember o Entombed, che Cemetery o Therion, bene o male la scena era talmente gonfia che qualche chicca arrivava sempre ad etichette più o meno di rilievo. Poi anche come suoni, un po’ Maiden, un po’ Autopsy, un po’ colonna sonora di film Horror alla Coscarelli, il tutto legato dal distorsore Death Metal insomma non nego che mi piaccia quasi tutto ma il Death Svedese grosso modo lo impari a riconoscere in fretta.

Il mio amico Nicola definiva il suono Finlandese “malato”. In effetti la roba che arrivava dalla Finlandia in quel periodo era davvero tutta non solo marcia, ma aveva uno strano alone di vecchio e misterioso che in qualche modo trovavo inquietante. Non so se ero io che lo percepivo così, ma già la prima roba dei Beherit o degli Impaled Nazarene mi creavano in testa immagini di paludi putride e ghiacciate, di luoghi grigi, di uno strano alone disagio e follia. Che poi a conoscere i Finlandesi nel tempo un pochino grigi lo sono per davvero. D’altronde manco è ufficialmente parte della Scandinavia, sono un popolo insulare con una lingua assurda che manco alla lontana ricorda il Danese, lo Svedese, l’Islandese o il Norvegese. Sia culturalmente che musicalmente è proprio un mondo a parte, più Russo volendo, che non Europeo. Nel pieno del periodo del cosiddetto “tapetrading” feci incetta di gruppi Finlandesi. I demo di Xysma, Lubricant, Purtenance Avulsion, Pestigore, Necropsy, Demilich ecc. erano accomunati da un suono enormemente saturo e pesante, dove ogni cosa era distorta e cupissima, dalla voce alla vera e propria registrazione. In parte era anche una “scena” piccola e tutto sommato facile da tenere sotto controllo, se non altro perché quasi tutti i gruppi del periodo facevano la loro bella apparizione su Isten prima o poi.

Già nei primi anni novanta, quel grumo compatto e marcio che era il Death Finlandese era andato grosso modo a puttane. Xysma, Convulse, Lubricant e altri entrarono in una spirale “evolutiva” cosiddetta “death’n roll”. Demilich e Archgoat, tra i miei gruppi preferiti in assoluto, e non solo in area Finlandese, scomparirono praticamente subito dopo un magnifico esordio su Necropolis che allora mi RUBO’ i soldi spediti con vaglia internazionale per un po’ di merchandise (fortuna che almeno i dischi riuscì a prenderli almeno). Purtenance, allora su Drowned, fecero molto poco scalpore, anche se ricordo che mia madre ai tempi non li apprezzava tantissimo a volume a palla in casa eheh. Beherit impazziti dopo il periodo elettronico sfumarono nel nulla creando nel vuoto che avevano lasciato per me un alone di mistero che poi fu proprio il tizio di Isten a districare (con frasi peraltro poco lusinghiere). Di tutti forse gli Impaled Nazarene tennero un filo di più ma in tutta onestà già Suomi Finland Perkele mi fa abbastanza cagare. Poi ci saranno i soliti accusatori del “eh ma te solo e sempre i primi 1-2 dischi”. Beh si è così, i primi due Impaled Nazarene per me non si toccano, il resto va bene per pareggiare le gambe del tavolino. Cheppoi già in quel periodo la roba usciva di rado in vinile e negozi tipo Soundcave a Milano avevano fatto praticamente pulizia e tenevano solo CD e io in genere col CD non ho poi tutto sto bel rapporto ma questo è un altro discorso.

Tutto sto pippone non soo perché a me piace scrivere così e questo è il mio blog e vaffanculo, ma anche per dire che a me il Death Metal Finlandese non solo piace di brutto ma davvero ha un posto speciale nel mio kuore <3 e cristo vedere una bill del genere mi fa tremare le vene ai polsi. Anche se ormai i concerti li centellino, questo davvero è imperdibile, nonostante il muro di fenomeni da circo in brigantina di toppe NWN che mi dovrò sorbire, tra proclami-cazzata di gente che si professerà appartenente alla scena dall’81 e roba così. Ma siamo nel 2015, prendere o lasciare, d’altronde senza sti qui un concerto del genere manco lo vedevo sotto LSD, sicché.

Così, pensavo che magari poteva essere interessante ciucciarsi una bella retrospettiva di tutti sti gruppi da qui al giorno del concerto, non so se riesco a farli tutti ma giusto per gradire e magari serve pure a me per rispolverare qualche vecchia memoria. Al solito le “recensioni” non saranno ne’ tecniche ne’ giornalisticamente corrette, per quelle basta che fate una ricerca su Google o anche solo su Encyclopedia Metallum.

Allora la bill per ora è (gasp)

Giovedi 10 Warm-Up, locale Annis

  • ASCENDED
  • DECAYING
  • KRYPTS
  • STENCH OF DECAY

Venerdi 11 Annis

  • WITCHCRAFT
  • DEMILICH
  • ARCHGOAT
  • CONVULSE
  • GOREPHILIA
  • PURTENANCE
  • MAVETH
  • CEMETERY FOG
  • PESTIGORE

Venerdì 11 Afterparty, locale Monttu (no prevendita… ma in fondo sticazzi)

  • CROSS TO BEAR
  • MALICIOUS DEATH
  • AXELSLAUGHTER

Sabato 12, Annis

  • DEPRAVITY
  • NECROLEPSY
  • GALVANIZER
  • AMPUTORY
  • FESTERDAY
  • CADAVERIC INCUBATOR
  • SOLOTHUS
  • NECROPSY
  • SKEPTICISM

Sabato 12, Afterparty locale Bar Kino

  • RIPPIKOULU
  • LUBRICANT
  • LANTERN