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Rehashed – Code Black (2011)

Reheashed - Code BlackNon nascondiamoci dietro un dito, questo disco fa cagare. Prima di suonare thrashcore nel 2015 sarebbe meglio ci si pensasse molto seriamente e che si avessero incredibili doti compositive, non tanto tecniche quanto di “gusto”. Non è che servano molti ingredienti in realtà, bastano un buon chitarrista ritmico e un cantante potente, possibilmente con un po’ di carisma, ma la difficoltà nel mettere assieme questi ingredienti sta proprio nel fatto che o “ce li hai” o “non ce li hai”, e puoi piangere in greco (eh) o diplomarti al conservatorio facendoti sanguinare le dita a forza di sfregare corde ma più di qualsiasi altro genere il crossover Thrash-HC richiede un talento preciso.

Partendo dall’ulteriore presupposto che è un genere che è stato spremuto ben oltre l’ultima goccia questo disco dei Canadesi “rehashed” (aka qualcosa di riscaldato, riutilizzato, nome che calza a pennello) non serve a un beneamato cazzo. Il cantante si sgola anche, e mi par di capire che il gruppo ci creda abbastanza, ma questo miscuglio di riffoni thrash iperbasici, tra l’altro registrati con un piattume davvero degno di nota in cui nessuno strumento sembra uscire da una sinusoidale sempre identica a se stessa, al secondo ascolto ha avuto l’unico effetto di farmi salire il nervoso. Dài basta con ste cagate, PIU, siete anche un’etichetta seria, lasciate stare sta roba.

Ah la copertina e il layout in realtà non sono malaccio e stavolta ci sono pure dei testi lunghi e tutto sommato interessanti, se fossero stati scritti nel 1986.

Voto: 4
Etichetta: Power It Up