Archivi categoria: Hard Core

Passiv Dödshjälp – Fasader (2011)

 Passiv Dödshjälp FasaderIn modo completamente involontario negli anni mi sono fatto una piccola discografia di materiale crust, se non altro perché almeno fino alla metà degli anni ’90 i concerti Death Metal erano organizzati alla spicciolata, sempre in culo ai lupi e costavano un pelino troppo per le mie tasche se comprendiamo trasferte pressoché sempre in solitario. Adesso manco ci si crede a dirlo ma nella prima metà degli anni ’90 i metallari si incontravano al bar a parlare solo di calcio e preferivano spendere i soldi in fumo che in dischi e concerti, mica era quel paradiso che dipingono oggi, meh.

Ergo si rimaneva in zona a vedere concerti di quello che più si avvicinava al grindcore e al DM che ascoltavo in casa, per lo più gruppi crust (o “ultracore” o “powerviolence” che ancora adesso a scrivere sti termini mi vien da ridere, etichette nate da punk talmente allergici al mondo del metal da volerne stare fuori a qualsiasi costo anche a livello semantico) nei centri sociali dove c’era sempre il banchettino con i 7″ che a 2-3-4 mila lire prima, 3-4-5 euro poi se ne portava sempre a casa qualcuno e allora via con manciate di roba tutto sommato pure tirata. Poi le cose cambiarono un po’ a fine anni ’90 quando il grind venne un po’ sdoganato al punto di diventare un punto d’incontro tra le scene tramite i vari Nasum e compagnia bella e vabè, li diventa poi storia. Nei 7″ crust cominciano a spuntare le prime robe gore tipo Purulent Spermcanal, Sanity’s Dawn, Squash Bowels ecc. e da li a poco arrivò Internet in tutte le case e poi il melting pot più totale.

Leggo in giro che questo gruppo (Svedesi, provenienti da tre diverse contee) dovrebbe suonare crust ins tile Wolfbrigade, Skitsystem ecc. Ora io non è che sia un guru del genere, ma di grind qui non ci sento davvero niente. E per fortuna perchè a me sti gruppi Hard Core piacciono e li ascolto più che volentieri in auto quando magari è tardi e ho bisogno di un botto di adrenalina per non schiantarmi sull’asfalto. Il primo gruppo che salta in mente ascoltando questo loro secondo album (un terzo uscì due anni fa seguito da un paio di split) è ovviamente forse il più famoso: Raised Fist. Se conoscete quelli grosso modo avete un’idea della proposta di questi “Eutanasi Passivi”: HC con voce sempre a picco, potente anche se vagamente squillante. riffoni con talora armonia vagamente melodica in sottofondo ma non sputtanata, ritmi perennemente uptempo, suono forse un pelino troppo pulito ecc. L’ho detto prima e lo riconfermo: il grind e il crust in sto disco non si vede manco col binocolo, ma se non vi dispiace questa forma di HC che è forse l’unica degna di essere ascoltata nel 2015 (ma anche nel 2011 quando è uscito sto disco) questo album è una bella cartella nel muso. Dalla copertina ripugnante non l’avrei mai detto, ma ottima roba.

Voto:
Etichetta: Power It Up, Halvfabrikat