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Obligatorisk Tortyr – Återförödelse (2007)

Obligatorisk TortyrAltro album del 2007 questo degli Obligatorisk Tortyr, gruppo della Contea di Västra Götaland in Svezia. Band difficile da classificare, in bilico tra un grindcore in parte dissonante e controllato e sonorità più complesse e quasi sperimentali. Sotto una voce interessante che anche se non c’entrano un cazzo mi ricorda un po’ i primi Brujeria il gruppo si muove tra continui cambi di tempo che però nel complesso non riesco a digerire. Le idee buone non mancano, ma è tutto così frammentato e casuale che il ritmo non fa mai in tempo ad agganciare. Non è che i gruppi schizoidi non mi piacciano, anzi. E’ che la schizofrenia e l’imprevedibilità devono essere appunto imprevedibili e in qualche modo comunicare che il songwriting è davvero qualcosa di spontaneamente caotico. Esiste una vena di prevedibilità seppur nel maelstrom che smonta tutto i concept. Interessanti le doppie voci, nessun riff tarantella da riportare, accettabili i suoni. Solo nel complesso non “bucano lo schermo”, i pezzi usati per il puzzle sono tutti roba riscaldata sentita mille volte.

Il gruppo era partito su Osmose per passare su Power It Up per questo album, per tornare nel mondo delle autoproduzioni con le ultime uscite.

Testi non propriamente da segnalare – apprezzabile la doppia lingua (Svedese e Inglese), ma in soldoni la solita pappa alla “Walking Corpse” dei Brutal Truth (uscito 24 anni fa per la cronaca) o qualsiasi clone tipo degli Assuck.

Voto: 6,00
Etichetta: Power It Up

Leng Tch’e / Fuck The Facts – split (2008)

lengtche fuckthefacts

Mamma mia la copertina, al di la dei commenti sull’anatomia da disegnatore handicappato, c’è raffigurato un politico che parla ad una folla con un mostro che esce dal corpo. Sai, i doppi fini dei politici. Nel 2014. C’è così tanto formaggio in questa illustrazione che par di stare in un caseificio dell’appennino Reggiano. Nell’insieme però è calzante perché qui dentro c’è uno dei più interessanti mix di mediocore™ che abbia sentito di recente (si vabbè, 2008).

Non lo nascondo, i Leng Tche mi fanno schifo. Cioè non proprio schifo repulsivo alla Dillinger Escape Plan, più un tipo di schifo diverso del tipo “dovrò un giorno fare i conti con dio per aver impiegato il tempo da lui donatomi per leggere sta cagata di testi” o “siam al secondo pezzo o al settimo?”. A capo di tutti la voce: un cantato di una tonalità stridula a tratti sostituito da un tipo di grugniti senza potenza da support band Death Metal di quelle che suonano a pagamento. Pay to play lo chiamano. Meh. Comunque tutto questo per dire che il cantante di sto gruppo è mediocre a livelli rimarchevoli, ci puoi tarare un sistema di rating per i cantati dei gruppi HADM (Highly Average Death Metal). Il tutto poi condito da suoni metallosi che però ogni tanto osano la grindata in hyperblast, che è un po’ come ricopiare un quadro di Johann Heinrich Füssli con il pantografo. Lasciate stare i blast se non sono nelle vostre corde cristo santo. E’ un gruppo che cerca di stare in dieci scarpe diverse senza calzarne bene neppure una. Ho come l’impressione che si qui debbano buona parte del loro “successo” (se così possiamo chiamarlo, in ogni caso sono abbastanza prolifici) più al fatto di essere amici di tutti che non a capacità effettive. Fossero gli unici. Anche sentendo questi pezzi più volte non posso che confermare la loro totale vacuità, un concerto di mediocrità talmente piatta da non riuscire neppure ad essere odiabile. Quando questo gruppo si scioglierà sarà già troppo tardi.

Voto: 4

Sui Fuck The Facts ho opinioni un po’ meno nette. E’ uno di quei gruppi che non mi sono mai interessati ma alla fine mi son trovato in casa dozzine di pezzi tra sette pollici e split vari, buona parte dei quali non mi vergogno a dire di non avere neppure ascoltato perché arrivati in coppia con roba molto più interessante. In linea di massima è un gruppo completo che suona un tipo di grind che non mi fa impazzire, ma è da ammettere che lo suona bene. I suoni sono genuini al 100%, e quando si buttano su sperimentazioni (beh, parolona) come in My Failures anche se il pezzo in questione è da vomito** sanno come mettere assieme le composizioni, e ci mancherebbe anche con una discografia d un centinaio di release. Bisogna dire che in qualcosa come 15 anni e rotti di attività e mille miliardi di pezzi scritti il gruppo ha subito diverse variazioni. All’inizio faceva un po’ tutto e cantava anche tale TOPON DAS* e il gruppo era più sul noisecore. Oggi c’è una tizia che canta che potrebbe anche sembrare una scelta coraggiosa se il suono della sua voce non fosse simile al rumore dello scotch da pacchi quando lo srotoli. I suoni poi sono diventati più metallici, talvolta dissonanti e nelle composizioni ci finisce sempre qualche cagata postcore. Anche questa a farla breve è una di quelle uscite che stanno su livelli  “highly average” che però non da’ sui nervi come la parte Leng T’Che. Se c’è qualcosa che devo riconoscere a Power It Up è di aver scelto due gruppi mediocri in maniera molto diversa, impresa non da poco.

PS: Vi odio per costringermi a catalogare sta roba come grindcore, avete la mia maledizione.

Voto: 6

Etichetta: Power It Up

* Si, c’è uno che si chiama TOPON DAS e ho paura che non sia un nome d’arte. Ancora oggi rido tutte le volte che lo leggo.
** Davvero, anche se vi capita per le mani questo split, saltate l’ultimo pezzo che è una merda galattica.