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Lantern, Lubricant, Rippikoulu

Tra la fine del concerto dei Galvanizer verso 18.00 circa (suppongo) e il concerto dei Depravity alle 22.30 ci si sposta in sto Bar Kino per Lantern/Lubricant/Rippikoulu, locale che a veder le foto su Google Images dentro non pare neppure il diavolo, da fuori si presenta così.

barkinoA me onestamente par di ricordare che i Lubricant fossero un filo meglio conosciuti quei tempi, ma magari era perché ai tempi Morbid aveva una distribuzione abbastanza capillare e i Cd si trovavano bene (per lo più tra gli usati a onor del vero), comunque sia prima delle ristampe i Rippikoulu di Valkeakoski erano un gruppo che magari in Finlandia culto e tutto il resto ma qui da noi prima dell’anno scorso mai sentiti neanche na mezza volta, salvo qualche lunghissima tapetrading list (un giorno se a qualcuno interessa posso spiegare di che si trattava) o magari nella sezione demo tape di qualche fanzine finlandese. Gira voce che dovessero stampare un 7″ su Seraphic Decay al tempo. Se fosse successo, e visto che comunque l’etichetta aveva un botto di gruppi finlandesi in roster, forse avrei capito meglio la scaletta. Comunque adesso Lubricant e Rippikoulu stan pari come uscite quindi a mettere i Rippy come come headliner sarà stato determinante l’EP dell’anno scorso.

Lantern

Lantern

Ad aprire il concerto al Kino saranno questi (pare abbastanza quotati) Lantern di Kuopio. Musicalmente forse assieme a Demilich sono quelli con il suono più personale e distinguibile di tutto il fest, anche se devo dire che il cantato non mi convince granché, un po’ troppo in bilico sul pulito soprattutto per un gruppo Finnish. Comunque i pezzi sono davvero un viaggio continuo attraverso i generi e stili, e senza far risaltare particolari forzature. Lunghi, scritti benissimo, con influenze che vanno da Unholy a Master’s Hammer a Sigh a boh, davvero ogni 10 secondi me ne viene in mente qualcun altro solo per rendermi conto che in realtà le similitudini sono per lo più relative all’atmosfera creata che non a qualche reale similitudine compositiva. Questi gruppi un po’ “spinti” sul versante creativo generalmente si possono giudicare con precisione solo vedendoli live, possono essere una cagata assurda come qualcosa di molto, molto interessante. Gruppo che mi vedrò volentieri.

Lubricant

 

Lubricant

Ai tempi del demo (almeno dell’ultimo “Swallow the Symmetric Swab” i Lubricant di Nokia già suonavano un tipo di Death Metal con forti influenze sia “Death’n Roll” (termine in realtà uscito molto dopo, in sta roba son stati pionieri) con blastate alla Carcass e raccordi in stile My Dying Bride/primi Paradise Lost. Con l’uscita dell’Ep su Morbid le cose si sono affermate in maniera ancora più netta, in un paio d’anni e con un’etichetta alle spalle questi gruppi tendevano a mettersi in riga e a tirare fuori il loro sound in fretta. A me ad essere onesto non piacevano moltissimo ne’ agli albori ne’ quando usci “Nookleptia”, che comunque presi solo per completezza d’inventario. Però boh, si non male nell’insieme, con gli anni si diventa meno intransigenti suppongo. Diciamo che se ci avessero messo Demigod, Adramelech o Disgrace (a fare i pezzi vecchi) forse avrei preferito.

Rippikoulu

Rippikoulu

Eccoli qui. Il gruppo che sta riscuotendo una fama mai avuta con tutti gli interessi e vent’anni di ritardo al punto da essere un po’ headliner anche nel fest. Niente da dire su “Musta Seremonia”, una roba mostruosa dai suoni più pesanti mai sentiti, Death/Doom di quello buono e con quella vena davvero depressiva tipico solo di questo angolo del mondo. E tutto sommato neanche nulla da dire su “Ulvaja” che a vent’anni dallo scioglimento del gruppo riprende da dove era arrivato aggiungendo una dose a mio avviso non proprio indifferente di Skepticism, con tanto di tastiere evocative di background, ma sempre coi suoni grantici e voce cupissima. Ad essere onesti di gruppi come i Rippikoulu 2.0 ce ne sono diversi, altrettanto talentuosi, ma per il loro background e comunque perché un po’ sono anche stati pionieri sul campo non posso non vederli con massimo interesse.

 

Depravity, Festerday, Necropsy, Skepticism

Si conclude l’evento principale con un peso “medio” e tre “massimi”, il tutto ovviamente virgolettatissimo perché insomma siam seri, quanto “grossi” possono essere come nomi anche solo gli Skepticism che forse sono quelli nel fest che presumo vendano di più? Poi sarei curioso di vedere le statistiche di vendita della Svart che pare in Finlandia si stia accaparrando un po’ tutto, ma la percezione è che nessuno di questi gruppi faccia numeri incredibili, insomma. Meglio così, sia chiaro.

Comunque ecco gli ultimi gruppi del’evento principale.

Festerday

FESTERDAY

Gruppone fondato nel 1990 a Pietarsaari nel pieno fiorire di marcescenze finlandesi, completamente persi di vista quando cambiarono in …And Oceans anche perché il genere che suonavano in quell’ambito mi fa tuttora abbastanza orrore. Ho nella mancolista già da un pezzo la raccolta uscita a maggio su Svart di tutto il loro vecchio materiale, una “omnibus” che contiene i vari demo ecc. tra l’altro anche su vinile (triplo!). Gruppaccio Death Metal con influenze filo-carcassiane (abbastanza evidenti sin dal nome d’altronde) che tra dopo una riformazione abbastanza recente (2013) ha accentuato ancora di più la componente grindcore, i nuovi pezzi a tratti mi ricordano anche roba alla The County Medical Examiners, ma con distorsione svedese. Yummy.

Depravity

DEPRAVITY

Beh di questo gruppo ho ben poco da dire, forse il loro “Silence of the Centuries” è uno dei miei dieci album preferiti di tutti i tempi, capolavoro, opera d’arte assoluta, sunto di un’intera generazione di musica fondata sulla putredine, suoni soffocanti, un Death Doom fatto in maniera totalmente diversa dal solito, con sonorità perfettamente fuse tra loro e non solo alternate, una chimica perfetta che solo Autopsy e pochissimi altri sono riusciti a creare con tale precisione. Se i Demilich sono i fuoriclasse e i Purtenance la parte più brutale del sound Finlandese, i Depravity (Pirkkala) sono a mio avviso l’incarnazione perfetta di TUTTO quel che ci sta in mezzo, non c’è una sola cosa fuori posto nel loro EP su Adipocere a partire dalla copertina agghiacciante di Turkka Rantanen che tra l’altro ha rivisitato per la raccolta su The Crypt/Dark Descent (ma a mio avviso non ce n’era bisogno). Un gruppo da 10/10 al quale non mi sento di recriminare nulla. Mostruosi.

Necropsy

NECROPSY

A dire il vero i Necropsy (Lahti) che ricordo io sono quelli su Seraphic Decay, quelli del leggendario split con Demigod (a memoria l’unico 12″ dell’etichetta) e del 7″ “Never to Be Forgotten” (l’unico con logo metallico o ricordo male?), anche se ho sentito – devo ammettere e con il capo cosparso di cenere con poca attenzione – alcuni pezzi qui e li dopo la reunion del 2011. Inizialmente un gruppo tradizionalissimo, per lo più mid tempo, con vociazza gutturale e qualche sprazzo Autopsy/Morbid Angel qui e li (forse più evidenti ai tempi dei tanti demo), generalmente non melodici ma con lunghi intermezzi sparsi che mantenevano il sound un po’ più aperto. Ora devo dire che rispetto a Depravity, Purtenance e altri forse mi piacciono un po’ meno, ma rimane un gruppo da vedere assolutamente. Ho sentito i pezzi promo su Xtreem e non capisco bene cos’è che non mi piacque al primo ascolto, perché è roba ben più che interessante, in fondo non troppo distante da quello che facevano 25 anni fa, il che è solo un bene.

Skepticism

SKEPTICISM

Degli Skepticism che si può dire? Forse il più grande gruppo “Funeral” Doom di sempre, a me piacciono anche forse più dei Thergothon ma poi sempre li siamo a paragonarli solo perché sono entrambi coetanei e connazionali. Tra l’altro gli Skepticism di Riihimäki hanno anche una discografia ben più consistente (5 full, cazzo) e hanno avito modo di ruotare e plasmare il proprio sound sepolcrale per anni, mentre l’altro è un gruppo durato quanto, 3-4 anni? Boh, è una bella lotta. Io non sono un fan di tutto quel che esce con questa etichetta ma nel giusto mood questo è un genere che ti appiattisce al muro. Davvero non vedo l’ora di vederli anche perché mi han detto, non so se è vero, che non fanno tantissimi live. Grandissimi, grandissimi, imperdibili.

Necrolepsy, Galvanizer, Amputory, Cadaveric Incubator, Solothus

Seconda giornata del fest, ovvero sabato 12 (non contiamo il warm-up di giovedì sera). Nove gruppi più atri tre nell’afterparty. Siccome sono tanti anche stavolta splitterò la pre-recensione. Anche qui c’è un gruppo che sta un po’ a metà tra “nuova” e vecchia scuola, un po’ i Pestigore del secondo giorno diciamo, ovvero o Festerday, ma stavolta penso che li metterò assieme agli altri headliner.

Necrolepsy

NECROLEPSY

Se tutti i gruppi Death Metal di oggi prendessero almeno qualche elemento del loro sound dai Necrolepsy saremmo a posto. Nel senso che formalmente ogni cosa in questo gruppo è giusta – suono lacero e sporchissimo, registrazioni solo analogiche, logo putridissmo, forti influenze Autopsy, voce marcia e gorgoliante ecc. Forse non come sound ma come stile mi ricorda quando uscirono i Repugnant a cavallo del 2000, con la loro attitudine no-nonsense, forse questa volta portata ancora più all’estremo. Se suonassi in un gruppo oggi, vorrei che fosse così. Grandi aspettative.

Galvanizer

GALVANIZER

Davvero interessantissimi anche questi Galvanizer, sempre sul versante marcio e old school con qualche impronta carcassiana/grindcore nel loro sound. Leggi grindcore come potevi leggerlo nel 1990 ovvero niente braghetti e cappellini e capello leccato da hipster, ma qualcosa di spaventoso e  iperdistorto con due-tre giri di chitarra, voce incomprensibile, basso simile a lo scarico di un camion. Gran gruppo che assieme ai Necrolepsy fanno da eccellente intro per la giornata.

Amputory

AMPUTORY

Gruppo discreto, con sonorità più Svedesi che Finniche, non sono malaccio anche se devo dire di gruppi equivalenti me ne vengono in mente 666 solo pensandoci qualche secondo. Niente di sbagliato in se ma nulla che buca lo schermo diciamo. Perfetti comunque per la giornata quindi stiamo a vedere come se la cavano live. Essendo veterani della scena, potrebbero nascondere qualche sorpresa.

Cadaveric Incubator

CADAVERIC INCUBATOR

Fantastici, un gruppo grindcore come si deve dopo tanto tempo, oscillanti tra Repulsion e primi Carcass, con tanto catarro, suoni sudici, quegli strani riff che sembrano ronzare di insetti attorno a un corpo in putrefazione, non saprei trovarci proprio nessun difetto. Gran gruppo, e con questo siamo a tre figate totali e non siamo neppure tra gli headliner.

Solothus

SOLOTHUS

Quando ho letto influenze Candlemass e Trouble, due gruppi che mi fanno cagare, ero già pronto a sentirmi la solita super merda chessò alla Abysmal Grief. Invece cazzo, sti Solothus sono massicci. Death Doom ma fatto da dio, con tutti i crismi del genere e nessuna delle minchiate retro che fanno tanto figo adesso. Parti pesantissime con voci non solo gutturali ma a volte cori spettrali che sembrano i lamenti dei morti. Finora il bill va bene, molto bene davvero. Questo è un gruppo in grado di progredire e proporre soluzioni interessanti con gli strumenti a disposizione e una buona dose di buon gusto. Promossi pure questi, via.

Demilich, Archgoat, Convulse, Purtenance

Demilich

DEMILICH

Dei Demilich di Kuopio posso dire ben poco se non che per un lungo periodo sono stati nella top 3 dei miei gruppi preferiti in assoluto. Dotati di una capacità compositiva, una visione criptica e geniale che si rifletteva in ogni aspetto – dal logo, al lavoro delle chitarre convulso e quasi dissonante (pare che fossero in ottimi rapporti con Human Remains, altro gruppo di un’imprevedibilità devastante), una voce che portava il concetto di gutturale a nuovi livelli, una massa liquida da batrace che era qualcosa di differente da ogni altra cosa sentita prima. E i titoli dei pezzi – allucinazioni Lynchiane, quasi surrealiste. Questo è un gruppo che ho seguito sin da prima del Cd Necropolis e che ho provato persino ad agganciare per una piccola produzione, magari un 7″, attorno al 2000, idea che purtroppo si tramutò in un niente di fatto. Assieme ad Archgoat sono stati anche i protagonisti indiretti di una delle ripoffate più imprevedibili che mi siano capitate: spediti soldi tra l’altro tramite vaglia internazionale e quindi tracciabili per un paio di t-shirt (mi pare anche una felpa) a Necropolis, non ebbi mai una risposta. Anche in seguito per anni provai a contattare l’etichetta di quei merdosi fino a quando nel 2003 o giù di li fu proprio Thind a contattarmi per minacciarmi che se non avessi smesso di parlare male della sua etichetta mi avrebbe sputtanato con una campagna di flyer ecc. ecc. Cosa strana visto che fino ad allora non si era fatto sentire nessuno per quel vecchio vaglia (risalente credo al ’93 o giù di li) e appena Internet cominciò a diventare il mezzo di comunicazione per eccellenza fui contattato a raffica da lui e un paio di suoi scagnozzi. Abbassati i toni, mi disse che avrei avuto qualcosa in omaggio per scusarsi di quel che era successo, cosa che ovviamente non è mai avvenuta. Altra nota buffa è che verso la fine degli anni ’90 venni in contatto con un ex-dipendente che pare avesse una causa in corso con l’etichetta e mi confermò che per un lungo periodo i soldi venivano tranquillamente rubati. Bell’etichetta di merda, lasciamo stare.

Resta il fatto che i Demilich sono immensi, senza dubbio uno dei gruppi più emblematici e originali del panorama Death Metal non solo Finlandese ma mondiale, talmente convoluti e pieni di spunti che ci si potrebbe scrivere un libro. Anche se il gruppo è di nuovo attivo, e avrò pare modo di vederli almeno un paio di volte nei mesi a venire, il fatto di potermeli vedere live per la prima volta mi fa venire la tachicardia.

Archgoat

ARCHGOAT

Per gli Archgoat di Turku vale quanto detto sopra, anche se questo è un gruppo che scoprii solo quando l’EP su Necropolis era già uscito ed arrivò in maniera inspiegabile in un piccolo negozio Metal di Modena che le etichette underground, in particolare Black/Death manco sapeva che esistessero. Nonostante la ripoffata indiretta, è un gruppo per il quale conservo un po’ di “culto”, in particolare per le sonorità bestiali tipiche di un black metal al tempo tutto fuorché in voga. Sia chiaro, ai tempi dell’EP questo gruppo non lo conosceva NESSUNO, se siete nati dopo l’85 e qualcuno vi dice il contrario sta mentendo di brutto, questo era uno di quali gioielli che ci si passava tra quattro gatti, nonostante la stampa su vinile e la distribuzione non pessima. Assieme a Impaled Nazarene e Beherit, il Black Metal Finlandese era a mio avviso definito proprio da questa trinità. Tra l’altro sono un gruppo che ha mantenuto intatto lo spirito e dopo dieci anni di silenzio ancora suonano con la stessa ferocia e inumanità che avevano nei primi ’90. EP consumato a forza di passare sul giradischi, e nuove release assolutamente allo stesso livello. Gruppo della madonna che non vedo l’ora di rivedere dopo lo show con Black Witchery di qualche anno fa.

Convulse

CONVULSE

L’unico motivo per cui la mascella non mi cadde quando nel ’94 mi arrivò un promo dalla Nuclear Blast con un pezzo di quella merda di “Reflections” fu che in quello stesso sampler c’era anche un pezzo degli Afflicted che era molto, molto peggio. Eppoi già la Finlandia dava segni di rincoglionimento da un po’, con Xysma e Lubricant davanti a tutti improvvisamente vittime di una insolita venerazione per il groove e il rock psichedelico, mah. Lasciamolo fare a chi lo sa fare dico io. Resta che comunque i Convulse di Nokia hanno avuto una discografia quantomeno disomogenea. Un demo e un album di debutto che a parte la copertina bellissima non era proprio un Death Metal che sgocciolava umori di putredine come i lavori di diversi altri coetanei e connazionali. Forse più sul versante Svedese “maleducato” alla Grave che non sulla linea oscura-pesantissima della Finlandia a cavallo del ’90. Seguì un brutto EP e uno degli album più brutti che abbia mai sentito, appunto quel “Reflections” che cerco di dimenticare. A vent’anni da quella merda ho sentito (e comprato) il singolo e il full del 2013. Non terribili, ma non so che dire, niente che mi faccia davvero girar la testa. Ecco se le reunion finiscono così, preferisco i Krypts.

Purtenance

PURTENANCE

“Members of Immortal Damnation” è stato non solo uno dei pochissimi dischi Drowned su vinile 12″, ma forse la prima volta che ho avuto modo di vedere un disegno di Moyen a colori. Anche se lo preferisco di gran lunga in bianco e nero, l’effetto su questo album non era poi così male. Ma quello che veramente mi lasciò a bocca aperta fu il massacro inumano che ci stava dietro… quando lo misi su la prima volta ricordo che mi pareva che le finestre esplodessero, persino mia madre entrò in camera a vedere quello che era successo (ah ah, eh beh). I Purtenance di Nokia erano uno dei gruppi più brutali e gutturali che avessi e trovavo sempre modo di infilarli nelle compilation in cassetta che mi facevo quando andavo a scuola col walkman. Persino per essere un gruppo Finlandese erano in qualche modo catalogati in quello che allora chiamavamo “Death Americano” o Death Metal alla Suffocation/Cannibal Corpse. Ovvio adesso sono definizioni che non han senso e non vogliono dire una mazza, ma al tempo si definiva così la roba veloce, senza melodia e con voci super-gutturali. Non che ce ne fosse poi tanta ecco, in mezzo a tutta quella massa di cagate che uscivano passato il maledetto 1993 con tutti i gruppi che uno dopo l’altro “evolvevano” in merda.

Questo gruppo lo scoprii poco prima del full grazie al 7″ “Crown Waits the Immortal” che uscì l’anno precedente sempre per Drowned, etichetta  che al tempo non sbagliava quasi un colpo (quasi, eh, c’è della roba leggermente sottotono se andiamo a vedere le cassette degli inizi) e solo in seguito ho avuto modo di sentire i pezzi dei Purtenance Avulsion, il gruppo precedente. Anche se sono tutte più che discrete registrazioni, è indiscutibilmente il full che mostra la piena maturazione del suono Purtenance, il volto più brutale e diretto della scena Death Finlandese, senza ombra di dubbio. Suoni pesanti quasi alla Mortician, voce gutturale, blast, una vena appena accennata di quello “sludginess” tipico della Finlandia, qualche breve passaggio doom cupissimo ecc. ecc. non posso davvero descrivere quanto cristo mi piacesse quel disco. Devo dire che anche il disco della reunion, “Awaken from Slumber” rompe il culo, la voce quasi uguale e i blast persino più caotici, questo è un gruppo che ha saputo senza dubbio mantenere la propria vena anche dopo tutti questi anni. Se proprio vogliamo anche il suono un po’ paludoso aiuta a fare da collante. Altro gruppo da libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi che mi guardo più che volentieri (poi a giorni esce il nuovo, pare, con copertina sempre Moyen ma grazie al cielo sottosuolo in bianco e nero stavolta.

Pestigore

Pestigore

Ecco. Io coi Pestigore qualche anno fa ci stavo in fissa, e a mio avviso meritano un post dedicato. Rispetto ai nomi più rilevanti del main event si tratta di un gruppo che in fin dei conti ha fatto uscire un paio di demo tape e poco altro quindi si tratta di un gruppo che cade un po’ a metà tra le nuove leve del post precedente e gruppi con almeno un full all’attivo che faranno da headliner, il fatto è che ‘sti due demo li hanno incisi nel periodo d’oro ’91-’92 quindi sono uno di quei gruppi-gioiello che per motivi totalmente a me oscuri riescono ad uscire dall’anonimato del passato per ottenere uno status di “cult”. La mia fissazione per questo gruppo risale grosso modo al periodo in cui uscirono questi demo tape, ricordo che mi piaceva il nome e mi incuriosirono perché Pestigor era il nome di un demone di Warhammer Fantasy, un’ambientazione di GDR/Tridimensionale stile grosso modo fantasy ma con riferimenti molto cupi, la cui versione 40K è stata per un po’ adottata anche dai Bolt Thrower come tematica (periodo Realm of Chaos). Così facendo 2+2 tra nome figo, Death Metal made in Finland che al tempo seguivo con molta attenzione, e questa citazione del demone pestilenziale di Warhammer diventarono un po’ un tormentone, quei gruppi che ti rimangono in mente ma poi anche a scavare tra le fanzine non trovi quasi nulla, se non ricordo male a parte Drowned, Thanatography, Diarium Autopsia e poche altre i riferimenti e le interviste a questo gruppo erano davvero sparse, nel mio piccolo feci una micro-recensione su Nuclear Abominations (quella stampata) numero 2. Così quando verso il 2003-2004 ricominciai a sentire il nome ne fui piuttosto sorpreso, perché diavolo in mezzo alle miriadi di gruppi durati un battito d’ali questi Pestigore sono stati riesumati? Mah, ancora adesso non ne ho idea, forse il cantante Kari è sempre rimasto bene o male dentro l’underground e ha mantenuto il nome attivo. Non ne ho idea, se lo sapete voi fatemelo sapere perché son cose che non mi spiego.

withintwisted

 

 

 

I Pestigore registrarono come dicevo prima giusto qualche cassetta prima di sciogliersi. Io possiedo una copia fisica di “Twisted Perversions… Unbearable Delight” e una registrazione su TDK del primo demo ma non avevo mai sentito il rehearsal ne’ il promo del ’92 che al giorno d’oggi ho comunque recuperato in 30 secondi con una breve ricerca sul web. Sono comunque sorpreso di sentire differenze stilistiche sostanziali tra le varie release, comprese queste due che non conoscevo.

“Within the Dark Mist” è forse il più strettamente Finlandese come sound: il nostro amato Doom/Death con voce dall’oltretomba, batteraio rigido come un cippo funerario, registrazione da cantina ecc. Roba buona ma è con il secondo demo che le cose a mio avviso presero davvero piede. “Twisted Perversions” per me è un piccolo, vero capolavoro, sicuramente il mio preferito e decisamente il più Carcassiano dei quattro. Death Metal super intricato e putrido, con una voce Impetigo-Carcassiana tipo primi Disgrace o Xysma e suoni talmente saturi da far scricchiolare le membrane dei diffusori. Aggiungici la registrazione distante e ovattata dei demo in cassetta di quel periodo e un lieve e riverbero sulla voce et voilà, perfezione assoluta. In questo demo c’è un po’ di tutto – Carnage, Putrefaction, Carcass, Bolt Thrower, la crema delle sonorità di quel periodo.

Il rehearsal del ’91 mi pare a mezza via tra i due demo come sonorità, c’è un po’ dell’uno e dell’altro, con un suono tutto sommato accettabile. Questo promo ’92 sembrerebbe un passo avanti con sprazzi di guitarwork sullo stile Mutilated/Vader decisamente diversi da quelli del demo, giusto la voce rimane cavernosa e catarrosa, ma qui il gruppo pare aver cominciato a trovare equilibri nella chimica interna, non sono sempre convinto da certe ritmiche mid tempo più Svedeseggianti che altro ma nell’insieme c’era spazio per qualcosa di concerto in un ipotetico futuro, peccato evidentemente si siano sciolti poco dopo.

Witchcraft, Gorephilia, Maveth, Cemetery Fog

Passiamo al “main event” vero e proprio, che dovrebbe tenersi l’11 di settembre. Per questioni di tempi e suddivisioni logiche malate direi che possiamo splittare il concerto in tre parti, la prima coi gruppi post-2000, l’ultima con i nomi storici, quella di mezzo in cui per motivi per lo più personali ci metto solo i Pestigore.

Witchcraft

Witchery

Non so in che ordine suoneranno i vari gruppi quindi procederò più o meno a caso. Partiamo con i Witchery di Hamina, gruppo con il nome nuovo di zecca (prima si chiamavano Black Feast) con all’attivo giusto qualche cassetta e uno split su Behest (come Black Feast la discografia è lunghetta, compreso l’immancabile pippone su NWN che se suoni sto genere è quasi obbligatorio). In un primo momento si potrebbe essere tentati di obiettare che questo gruppo vira troppo sul versante Black Metal per suonare in un Death Fest però mettiamo in chiaro alcune cose: 1) Archgoat praticamente headliner 2) Voci marce, suoni distorti, testi su carne marcia, incubi e tombe – esattamente dove sta la differenza? 3) Questo concerto mi pare voglia richiamare quel breve periodo in cui le etichette non hanno ancora spezzato in due la cosiddetta “scena”, quando il confine che delimitava i generi era per lo più cosmetico e non voleva necessariamente creare divisorie stilistiche.

Arrivando al sodo i Witchery suonano Black Metal ma di quello oscuro e marcio che piace al sottoscritto, ispirato ovviamente dai sempre citati Blasphemy o dei loro storici conterranei di Rovaniemi che manco mi sento di nominare (e ci somigliano davvero tanto, minchia!), con tanto di nomi di guerra lunghissimi, suoni catacombali, batterista in rigor mortis perennemente al limite del fuori tempo, voce sepolcrale catarrosa e così via, nulla di mai sentito prima ma dite quel che volete questo è davvero uno dei miei generi preferiti in assoluto e sarei disposto a digerire qualsiasi cosa più o meno abbia le caratteristiche elencate sopra un po’ come per il goregrind patologico sudamericano. Non so come siano a livello live ma con la dose giusta di teschi borchie e pelle direi che ci siamo.

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Gorephilia

GOREPHILIA

Eccoci di nuovo in territori più familiari, i Gorephlia vengono da Vantaa, città dell’Heureka e sono un gran gruppo, tecnicamente e stilisticamente vicino a sonorità americane quanto quelle del loro paese, il che crea un risultato stranamente compatto e senza sbavature ma allo stesso tempo identificabile su più livelli. Gran voce, gutturale e mastodontica in pieno stile Purtenance, suoni massicci ma senza il classico andirivieni tra vallate Doom/Death e riffoni cadenzati, i pezzi di questo gruppo sembrano un’interpretazione Finlandese di roba Sud-statunitense tipo Diabolic, Morbid Angel periodo Tucker o Serpents Aeon, più facile da sentire che da descrivere. Se c’è un gruppo che sta riuscendo nel difficile intento di far convivere tutte le sfumature del Death Metal buono, questo è quello giusto.

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Maveth

MAVETH

Questo è un gruppo che fosse uscito qualche anno prima avrebbe fatto parlare un bel po’ a mio avviso. Pezzi mai banali, sempre sullo stile voce gutturale/suoni pesantissimi ma non sulla vena “Gateways to Annihilation” dei Gorephilia, direi qualcosa di più sepolcrale talvolta riminiscente di quel Death Metal satanico alla Imprecation, Incantation, Hibernus Mortis ecc. ma in chiave leggermente più tecnica ed organizzata. Alcune scelte compositive sono veramente impressionanti e ogni traccia ha una coesione orchestrale notevole. Gruppo completo al 100% che ho davvero voglia di rivedere.

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Cemetery Fog

CEMETERY FOG

Ormai piuttosto raramente trovo cose interessanti nel roster della Iron Bonehead. Non che abbia nulla contro l’etichetta anzi, massimo rispetto per l’attività in continua crescita ecc. ecc. è che davvero, diciamo sarà giusto un venti percento delle uscite che mi sentirei di ascoltare più di due minuti. Ecco purtroppo i Cemetery Fog non sono tra questi. Non che non mi piaccia il Doom/Death, ma tra qui e (per rimanere in Finlandia) chessò Thergothon e primi Unholy ci sta il mondo intero. Forse un pelino troppe tastiere, troppe influenze seventies non ne ho idea, fatto sta che sti Cemetery Fog mi sembrano non solo acerbi, ma di quel grezzume amatoriale più vicino al gruppo delle scuole medie che non al minimalismo supermarcio del Black Metal alla Exmortes o Gonkulator. Ad aggiungere il danno alla beffa, suonare in un fest con gli Skepticism che di Doom lo sanno suonare DAVVERO mi pare quasi una cattiveria :v.

Ascended, Decaying, Krypts, Stench Of Decay

Warm Up

Allora, partiamo con lo show di riscaldamento, quattro gruppi “giovani” la cui data di formazione va dal 2004 al 2010 e dei quali in realtà conosco abbastanza poco.

Ascended

 

Il primo dei gruppi indicati sono questi Ascended, gruppo di Pori (la città dove si terrà il “festival”) con all’attivo un demo recensito qualche anno fa proprio su queste pagine seguito da un EP (per Enucleation e Detest, etichette entrambe defunte, che ‘sti qui portino sfiga?) e uno split con un gruppo americano merdosissimo di nome Helcaraxe risalente a quattro anni fa. Gli Ascended suonano un tipo di Death Metal cupo e massiccio in pieno spirito Finlandese, venato da striature melodiche qui e li, per lo più accenni di derivazione a mio avviso più inglese che quella merda made in Sweden che era popolare alla fine degli anni ’90. Parlare di melodia oggi e in particolare in questo caso è complesso e rischia di far emergere un aspetto di questo gruppo che va ascoltato prima che discusso. Le armonie che circondano i pezzi non sono una roba dolce e stucchevole, ma rinforzi di una base solida come la pietra dalle atmosfere dolorose, talvolta sul bordo dell’agonia. Il cantante suona anche il basso negli Stench of Decay quindi me lo vedrò due volte sul palco, pare.

Recensione di The Art Of Necromancy

Decaying

Ecco di tutto il fest i Decaying forse sono l’unico gruppo che non mi interessa assolutamente vedere e non è escluso che approfitti del loro show per ficcanasare un po’ tra le distro. Attivi dal 2010 hanno già fatto uscire due demo più un EP e TRE full sempre su Helltrasher, etichetta polacca con qualche piccola uscita interessante a spot (anche se non a livello delle precedentemente citate Dark Descent, MSUO, Detest ecc.). Il fatto che questo gruppo sia in grado di fare uscire un full-length all’anno già in parte fa scattare qualcosa nel mio senso di rettile, ma ci sono diverse cose che non vanno qui. Musicalmente, il gruppo ha i soliti giro alla Bolt Thrower completamente deprivati di solidità, con una distorsione e un’oscurità neppure la metà di quella dei Krypts. I riff sono noiosi, la voce completamente anonima, con i soliti stridii a pallida imitazione chessò, Obituary, qualche growl senza impatto ecc. Le tematiche sono quasi tutte inerenti la guerra, non ho voglia di leggermi i testi ma mi par di capire che siano (sempre Bolthrowericamente) digressioni su quel conflitto o l’altro. Meh, nel complesso tre dischi su tre che nell’insieme nel mio libro non arrivano alla soglia della sufficienza.

Krypts

 

Tra le nuove leve di questa restaurazione del Death Metal putrido e tradizionale made in Finland, forse i Krypt di Helsinki sono quelli che meglio di chiunque altro hanno catturato la vena compositiva del periodo ai quali si ispirano. I loro pezzi sono lunghi e pesantissimi paesaggi dal suono plumbeo, ricuciti su un tessuto di riff di ispirazione Bolt Thrower-iana, difficilissimi da manipolare senza scadere nel cheap (vedi i vecchi Nuclear Winter pre-Dead Congregation). Tracce completamente prive di sbavature persino nei passaggi più difficili, con un cantante in perenne ruggito privo di anima e misurate citazioni alla scena Finnoscandinava tout court. Il gruppo ha solo sette anni di età ma ha già lavorato per tre tra le etichette più interessanti del momento come la defunta Detest, Me Saco un Ojo e Dark Descent, con tanto di un (bel) full del 2013 che ho su vinile e prima o poi mi verrà voglia di recensire. Se c’è un gruppo tra questi quattro che dovreste ascoltare, questo è quello giusto.Stench-of-DecayL’esatto opposto dei Decaying, questo è un gruppo che in undici anni ha fatto uscire due demo ed un EP (MSUO/Detest), raccolti tre anni fa da una fantomatica quanto prolifica Ektro records di Pori di cui onestamente conosco ben poco in quanto pare avere come roster un poltiglione di roba che va dall’HR psichedelico al DM sperimentale, diciamo pure tutto lo spettro musicale del quale non mi frega un cazzo. A parte il logo che mi ricorda qualcosa che non riesco a identificare, mi pare di averlo già visto tanti anni fa ma vatti a ricordare dove (Hideous Mangleous? Protected Illusion?), si tratta di un gruppo dal sapore deliziosamente amatoriale che tutto sommato sono curioso di vedere live. I pezzi di questo gruppo sono tanto acerbi quanto mi pare non pretenziosi, tipico Death Metal massiccio e distorto con vocione catacombale. Non è un gruppo che farei 2500 Km per vedere, ma nell’insieme meno peggio dei Decaying coi loro tre cazzo di full-length all’attivo.

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