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Lantern, Lubricant, Rippikoulu

Tra la fine del concerto dei Galvanizer verso 18.00 circa (suppongo) e il concerto dei Depravity alle 22.30 ci si sposta in sto Bar Kino per Lantern/Lubricant/Rippikoulu, locale che a veder le foto su Google Images dentro non pare neppure il diavolo, da fuori si presenta così.

barkinoA me onestamente par di ricordare che i Lubricant fossero un filo meglio conosciuti quei tempi, ma magari era perché ai tempi Morbid aveva una distribuzione abbastanza capillare e i Cd si trovavano bene (per lo più tra gli usati a onor del vero), comunque sia prima delle ristampe i Rippikoulu di Valkeakoski erano un gruppo che magari in Finlandia culto e tutto il resto ma qui da noi prima dell’anno scorso mai sentiti neanche na mezza volta, salvo qualche lunghissima tapetrading list (un giorno se a qualcuno interessa posso spiegare di che si trattava) o magari nella sezione demo tape di qualche fanzine finlandese. Gira voce che dovessero stampare un 7″ su Seraphic Decay al tempo. Se fosse successo, e visto che comunque l’etichetta aveva un botto di gruppi finlandesi in roster, forse avrei capito meglio la scaletta. Comunque adesso Lubricant e Rippikoulu stan pari come uscite quindi a mettere i Rippy come come headliner sarà stato determinante l’EP dell’anno scorso.

Lantern

Lantern

Ad aprire il concerto al Kino saranno questi (pare abbastanza quotati) Lantern di Kuopio. Musicalmente forse assieme a Demilich sono quelli con il suono più personale e distinguibile di tutto il fest, anche se devo dire che il cantato non mi convince granché, un po’ troppo in bilico sul pulito soprattutto per un gruppo Finnish. Comunque i pezzi sono davvero un viaggio continuo attraverso i generi e stili, e senza far risaltare particolari forzature. Lunghi, scritti benissimo, con influenze che vanno da Unholy a Master’s Hammer a Sigh a boh, davvero ogni 10 secondi me ne viene in mente qualcun altro solo per rendermi conto che in realtà le similitudini sono per lo più relative all’atmosfera creata che non a qualche reale similitudine compositiva. Questi gruppi un po’ “spinti” sul versante creativo generalmente si possono giudicare con precisione solo vedendoli live, possono essere una cagata assurda come qualcosa di molto, molto interessante. Gruppo che mi vedrò volentieri.

Lubricant

 

Lubricant

Ai tempi del demo (almeno dell’ultimo “Swallow the Symmetric Swab” i Lubricant di Nokia già suonavano un tipo di Death Metal con forti influenze sia “Death’n Roll” (termine in realtà uscito molto dopo, in sta roba son stati pionieri) con blastate alla Carcass e raccordi in stile My Dying Bride/primi Paradise Lost. Con l’uscita dell’Ep su Morbid le cose si sono affermate in maniera ancora più netta, in un paio d’anni e con un’etichetta alle spalle questi gruppi tendevano a mettersi in riga e a tirare fuori il loro sound in fretta. A me ad essere onesto non piacevano moltissimo ne’ agli albori ne’ quando usci “Nookleptia”, che comunque presi solo per completezza d’inventario. Però boh, si non male nell’insieme, con gli anni si diventa meno intransigenti suppongo. Diciamo che se ci avessero messo Demigod, Adramelech o Disgrace (a fare i pezzi vecchi) forse avrei preferito.

Rippikoulu

Rippikoulu

Eccoli qui. Il gruppo che sta riscuotendo una fama mai avuta con tutti gli interessi e vent’anni di ritardo al punto da essere un po’ headliner anche nel fest. Niente da dire su “Musta Seremonia”, una roba mostruosa dai suoni più pesanti mai sentiti, Death/Doom di quello buono e con quella vena davvero depressiva tipico solo di questo angolo del mondo. E tutto sommato neanche nulla da dire su “Ulvaja” che a vent’anni dallo scioglimento del gruppo riprende da dove era arrivato aggiungendo una dose a mio avviso non proprio indifferente di Skepticism, con tanto di tastiere evocative di background, ma sempre coi suoni grantici e voce cupissima. Ad essere onesti di gruppi come i Rippikoulu 2.0 ce ne sono diversi, altrettanto talentuosi, ma per il loro background e comunque perché un po’ sono anche stati pionieri sul campo non posso non vederli con massimo interesse.

 

Depravity, Festerday, Necropsy, Skepticism

Si conclude l’evento principale con un peso “medio” e tre “massimi”, il tutto ovviamente virgolettatissimo perché insomma siam seri, quanto “grossi” possono essere come nomi anche solo gli Skepticism che forse sono quelli nel fest che presumo vendano di più? Poi sarei curioso di vedere le statistiche di vendita della Svart che pare in Finlandia si stia accaparrando un po’ tutto, ma la percezione è che nessuno di questi gruppi faccia numeri incredibili, insomma. Meglio così, sia chiaro.

Comunque ecco gli ultimi gruppi del’evento principale.

Festerday

FESTERDAY

Gruppone fondato nel 1990 a Pietarsaari nel pieno fiorire di marcescenze finlandesi, completamente persi di vista quando cambiarono in …And Oceans anche perché il genere che suonavano in quell’ambito mi fa tuttora abbastanza orrore. Ho nella mancolista già da un pezzo la raccolta uscita a maggio su Svart di tutto il loro vecchio materiale, una “omnibus” che contiene i vari demo ecc. tra l’altro anche su vinile (triplo!). Gruppaccio Death Metal con influenze filo-carcassiane (abbastanza evidenti sin dal nome d’altronde) che tra dopo una riformazione abbastanza recente (2013) ha accentuato ancora di più la componente grindcore, i nuovi pezzi a tratti mi ricordano anche roba alla The County Medical Examiners, ma con distorsione svedese. Yummy.

Depravity

DEPRAVITY

Beh di questo gruppo ho ben poco da dire, forse il loro “Silence of the Centuries” è uno dei miei dieci album preferiti di tutti i tempi, capolavoro, opera d’arte assoluta, sunto di un’intera generazione di musica fondata sulla putredine, suoni soffocanti, un Death Doom fatto in maniera totalmente diversa dal solito, con sonorità perfettamente fuse tra loro e non solo alternate, una chimica perfetta che solo Autopsy e pochissimi altri sono riusciti a creare con tale precisione. Se i Demilich sono i fuoriclasse e i Purtenance la parte più brutale del sound Finlandese, i Depravity (Pirkkala) sono a mio avviso l’incarnazione perfetta di TUTTO quel che ci sta in mezzo, non c’è una sola cosa fuori posto nel loro EP su Adipocere a partire dalla copertina agghiacciante di Turkka Rantanen che tra l’altro ha rivisitato per la raccolta su The Crypt/Dark Descent (ma a mio avviso non ce n’era bisogno). Un gruppo da 10/10 al quale non mi sento di recriminare nulla. Mostruosi.

Necropsy

NECROPSY

A dire il vero i Necropsy (Lahti) che ricordo io sono quelli su Seraphic Decay, quelli del leggendario split con Demigod (a memoria l’unico 12″ dell’etichetta) e del 7″ “Never to Be Forgotten” (l’unico con logo metallico o ricordo male?), anche se ho sentito – devo ammettere e con il capo cosparso di cenere con poca attenzione – alcuni pezzi qui e li dopo la reunion del 2011. Inizialmente un gruppo tradizionalissimo, per lo più mid tempo, con vociazza gutturale e qualche sprazzo Autopsy/Morbid Angel qui e li (forse più evidenti ai tempi dei tanti demo), generalmente non melodici ma con lunghi intermezzi sparsi che mantenevano il sound un po’ più aperto. Ora devo dire che rispetto a Depravity, Purtenance e altri forse mi piacciono un po’ meno, ma rimane un gruppo da vedere assolutamente. Ho sentito i pezzi promo su Xtreem e non capisco bene cos’è che non mi piacque al primo ascolto, perché è roba ben più che interessante, in fondo non troppo distante da quello che facevano 25 anni fa, il che è solo un bene.

Skepticism

SKEPTICISM

Degli Skepticism che si può dire? Forse il più grande gruppo “Funeral” Doom di sempre, a me piacciono anche forse più dei Thergothon ma poi sempre li siamo a paragonarli solo perché sono entrambi coetanei e connazionali. Tra l’altro gli Skepticism di Riihimäki hanno anche una discografia ben più consistente (5 full, cazzo) e hanno avito modo di ruotare e plasmare il proprio sound sepolcrale per anni, mentre l’altro è un gruppo durato quanto, 3-4 anni? Boh, è una bella lotta. Io non sono un fan di tutto quel che esce con questa etichetta ma nel giusto mood questo è un genere che ti appiattisce al muro. Davvero non vedo l’ora di vederli anche perché mi han detto, non so se è vero, che non fanno tantissimi live. Grandissimi, grandissimi, imperdibili.

Demilich, Archgoat, Convulse, Purtenance

Demilich

DEMILICH

Dei Demilich di Kuopio posso dire ben poco se non che per un lungo periodo sono stati nella top 3 dei miei gruppi preferiti in assoluto. Dotati di una capacità compositiva, una visione criptica e geniale che si rifletteva in ogni aspetto – dal logo, al lavoro delle chitarre convulso e quasi dissonante (pare che fossero in ottimi rapporti con Human Remains, altro gruppo di un’imprevedibilità devastante), una voce che portava il concetto di gutturale a nuovi livelli, una massa liquida da batrace che era qualcosa di differente da ogni altra cosa sentita prima. E i titoli dei pezzi – allucinazioni Lynchiane, quasi surrealiste. Questo è un gruppo che ho seguito sin da prima del Cd Necropolis e che ho provato persino ad agganciare per una piccola produzione, magari un 7″, attorno al 2000, idea che purtroppo si tramutò in un niente di fatto. Assieme ad Archgoat sono stati anche i protagonisti indiretti di una delle ripoffate più imprevedibili che mi siano capitate: spediti soldi tra l’altro tramite vaglia internazionale e quindi tracciabili per un paio di t-shirt (mi pare anche una felpa) a Necropolis, non ebbi mai una risposta. Anche in seguito per anni provai a contattare l’etichetta di quei merdosi fino a quando nel 2003 o giù di li fu proprio Thind a contattarmi per minacciarmi che se non avessi smesso di parlare male della sua etichetta mi avrebbe sputtanato con una campagna di flyer ecc. ecc. Cosa strana visto che fino ad allora non si era fatto sentire nessuno per quel vecchio vaglia (risalente credo al ’93 o giù di li) e appena Internet cominciò a diventare il mezzo di comunicazione per eccellenza fui contattato a raffica da lui e un paio di suoi scagnozzi. Abbassati i toni, mi disse che avrei avuto qualcosa in omaggio per scusarsi di quel che era successo, cosa che ovviamente non è mai avvenuta. Altra nota buffa è che verso la fine degli anni ’90 venni in contatto con un ex-dipendente che pare avesse una causa in corso con l’etichetta e mi confermò che per un lungo periodo i soldi venivano tranquillamente rubati. Bell’etichetta di merda, lasciamo stare.

Resta il fatto che i Demilich sono immensi, senza dubbio uno dei gruppi più emblematici e originali del panorama Death Metal non solo Finlandese ma mondiale, talmente convoluti e pieni di spunti che ci si potrebbe scrivere un libro. Anche se il gruppo è di nuovo attivo, e avrò pare modo di vederli almeno un paio di volte nei mesi a venire, il fatto di potermeli vedere live per la prima volta mi fa venire la tachicardia.

Archgoat

ARCHGOAT

Per gli Archgoat di Turku vale quanto detto sopra, anche se questo è un gruppo che scoprii solo quando l’EP su Necropolis era già uscito ed arrivò in maniera inspiegabile in un piccolo negozio Metal di Modena che le etichette underground, in particolare Black/Death manco sapeva che esistessero. Nonostante la ripoffata indiretta, è un gruppo per il quale conservo un po’ di “culto”, in particolare per le sonorità bestiali tipiche di un black metal al tempo tutto fuorché in voga. Sia chiaro, ai tempi dell’EP questo gruppo non lo conosceva NESSUNO, se siete nati dopo l’85 e qualcuno vi dice il contrario sta mentendo di brutto, questo era uno di quali gioielli che ci si passava tra quattro gatti, nonostante la stampa su vinile e la distribuzione non pessima. Assieme a Impaled Nazarene e Beherit, il Black Metal Finlandese era a mio avviso definito proprio da questa trinità. Tra l’altro sono un gruppo che ha mantenuto intatto lo spirito e dopo dieci anni di silenzio ancora suonano con la stessa ferocia e inumanità che avevano nei primi ’90. EP consumato a forza di passare sul giradischi, e nuove release assolutamente allo stesso livello. Gruppo della madonna che non vedo l’ora di rivedere dopo lo show con Black Witchery di qualche anno fa.

Convulse

CONVULSE

L’unico motivo per cui la mascella non mi cadde quando nel ’94 mi arrivò un promo dalla Nuclear Blast con un pezzo di quella merda di “Reflections” fu che in quello stesso sampler c’era anche un pezzo degli Afflicted che era molto, molto peggio. Eppoi già la Finlandia dava segni di rincoglionimento da un po’, con Xysma e Lubricant davanti a tutti improvvisamente vittime di una insolita venerazione per il groove e il rock psichedelico, mah. Lasciamolo fare a chi lo sa fare dico io. Resta che comunque i Convulse di Nokia hanno avuto una discografia quantomeno disomogenea. Un demo e un album di debutto che a parte la copertina bellissima non era proprio un Death Metal che sgocciolava umori di putredine come i lavori di diversi altri coetanei e connazionali. Forse più sul versante Svedese “maleducato” alla Grave che non sulla linea oscura-pesantissima della Finlandia a cavallo del ’90. Seguì un brutto EP e uno degli album più brutti che abbia mai sentito, appunto quel “Reflections” che cerco di dimenticare. A vent’anni da quella merda ho sentito (e comprato) il singolo e il full del 2013. Non terribili, ma non so che dire, niente che mi faccia davvero girar la testa. Ecco se le reunion finiscono così, preferisco i Krypts.

Purtenance

PURTENANCE

“Members of Immortal Damnation” è stato non solo uno dei pochissimi dischi Drowned su vinile 12″, ma forse la prima volta che ho avuto modo di vedere un disegno di Moyen a colori. Anche se lo preferisco di gran lunga in bianco e nero, l’effetto su questo album non era poi così male. Ma quello che veramente mi lasciò a bocca aperta fu il massacro inumano che ci stava dietro… quando lo misi su la prima volta ricordo che mi pareva che le finestre esplodessero, persino mia madre entrò in camera a vedere quello che era successo (ah ah, eh beh). I Purtenance di Nokia erano uno dei gruppi più brutali e gutturali che avessi e trovavo sempre modo di infilarli nelle compilation in cassetta che mi facevo quando andavo a scuola col walkman. Persino per essere un gruppo Finlandese erano in qualche modo catalogati in quello che allora chiamavamo “Death Americano” o Death Metal alla Suffocation/Cannibal Corpse. Ovvio adesso sono definizioni che non han senso e non vogliono dire una mazza, ma al tempo si definiva così la roba veloce, senza melodia e con voci super-gutturali. Non che ce ne fosse poi tanta ecco, in mezzo a tutta quella massa di cagate che uscivano passato il maledetto 1993 con tutti i gruppi che uno dopo l’altro “evolvevano” in merda.

Questo gruppo lo scoprii poco prima del full grazie al 7″ “Crown Waits the Immortal” che uscì l’anno precedente sempre per Drowned, etichetta  che al tempo non sbagliava quasi un colpo (quasi, eh, c’è della roba leggermente sottotono se andiamo a vedere le cassette degli inizi) e solo in seguito ho avuto modo di sentire i pezzi dei Purtenance Avulsion, il gruppo precedente. Anche se sono tutte più che discrete registrazioni, è indiscutibilmente il full che mostra la piena maturazione del suono Purtenance, il volto più brutale e diretto della scena Death Finlandese, senza ombra di dubbio. Suoni pesanti quasi alla Mortician, voce gutturale, blast, una vena appena accennata di quello “sludginess” tipico della Finlandia, qualche breve passaggio doom cupissimo ecc. ecc. non posso davvero descrivere quanto cristo mi piacesse quel disco. Devo dire che anche il disco della reunion, “Awaken from Slumber” rompe il culo, la voce quasi uguale e i blast persino più caotici, questo è un gruppo che ha saputo senza dubbio mantenere la propria vena anche dopo tutti questi anni. Se proprio vogliamo anche il suono un po’ paludoso aiuta a fare da collante. Altro gruppo da libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi che mi guardo più che volentieri (poi a giorni esce il nuovo, pare, con copertina sempre Moyen ma grazie al cielo sottosuolo in bianco e nero stavolta.

Witchcraft, Gorephilia, Maveth, Cemetery Fog

Passiamo al “main event” vero e proprio, che dovrebbe tenersi l’11 di settembre. Per questioni di tempi e suddivisioni logiche malate direi che possiamo splittare il concerto in tre parti, la prima coi gruppi post-2000, l’ultima con i nomi storici, quella di mezzo in cui per motivi per lo più personali ci metto solo i Pestigore.

Witchcraft

Witchery

Non so in che ordine suoneranno i vari gruppi quindi procederò più o meno a caso. Partiamo con i Witchery di Hamina, gruppo con il nome nuovo di zecca (prima si chiamavano Black Feast) con all’attivo giusto qualche cassetta e uno split su Behest (come Black Feast la discografia è lunghetta, compreso l’immancabile pippone su NWN che se suoni sto genere è quasi obbligatorio). In un primo momento si potrebbe essere tentati di obiettare che questo gruppo vira troppo sul versante Black Metal per suonare in un Death Fest però mettiamo in chiaro alcune cose: 1) Archgoat praticamente headliner 2) Voci marce, suoni distorti, testi su carne marcia, incubi e tombe – esattamente dove sta la differenza? 3) Questo concerto mi pare voglia richiamare quel breve periodo in cui le etichette non hanno ancora spezzato in due la cosiddetta “scena”, quando il confine che delimitava i generi era per lo più cosmetico e non voleva necessariamente creare divisorie stilistiche.

Arrivando al sodo i Witchery suonano Black Metal ma di quello oscuro e marcio che piace al sottoscritto, ispirato ovviamente dai sempre citati Blasphemy o dei loro storici conterranei di Rovaniemi che manco mi sento di nominare (e ci somigliano davvero tanto, minchia!), con tanto di nomi di guerra lunghissimi, suoni catacombali, batterista in rigor mortis perennemente al limite del fuori tempo, voce sepolcrale catarrosa e così via, nulla di mai sentito prima ma dite quel che volete questo è davvero uno dei miei generi preferiti in assoluto e sarei disposto a digerire qualsiasi cosa più o meno abbia le caratteristiche elencate sopra un po’ come per il goregrind patologico sudamericano. Non so come siano a livello live ma con la dose giusta di teschi borchie e pelle direi che ci siamo.

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Gorephilia

GOREPHILIA

Eccoci di nuovo in territori più familiari, i Gorephlia vengono da Vantaa, città dell’Heureka e sono un gran gruppo, tecnicamente e stilisticamente vicino a sonorità americane quanto quelle del loro paese, il che crea un risultato stranamente compatto e senza sbavature ma allo stesso tempo identificabile su più livelli. Gran voce, gutturale e mastodontica in pieno stile Purtenance, suoni massicci ma senza il classico andirivieni tra vallate Doom/Death e riffoni cadenzati, i pezzi di questo gruppo sembrano un’interpretazione Finlandese di roba Sud-statunitense tipo Diabolic, Morbid Angel periodo Tucker o Serpents Aeon, più facile da sentire che da descrivere. Se c’è un gruppo che sta riuscendo nel difficile intento di far convivere tutte le sfumature del Death Metal buono, questo è quello giusto.

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Maveth

MAVETH

Questo è un gruppo che fosse uscito qualche anno prima avrebbe fatto parlare un bel po’ a mio avviso. Pezzi mai banali, sempre sullo stile voce gutturale/suoni pesantissimi ma non sulla vena “Gateways to Annihilation” dei Gorephilia, direi qualcosa di più sepolcrale talvolta riminiscente di quel Death Metal satanico alla Imprecation, Incantation, Hibernus Mortis ecc. ma in chiave leggermente più tecnica ed organizzata. Alcune scelte compositive sono veramente impressionanti e ogni traccia ha una coesione orchestrale notevole. Gruppo completo al 100% che ho davvero voglia di rivedere.

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Cemetery Fog

CEMETERY FOG

Ormai piuttosto raramente trovo cose interessanti nel roster della Iron Bonehead. Non che abbia nulla contro l’etichetta anzi, massimo rispetto per l’attività in continua crescita ecc. ecc. è che davvero, diciamo sarà giusto un venti percento delle uscite che mi sentirei di ascoltare più di due minuti. Ecco purtroppo i Cemetery Fog non sono tra questi. Non che non mi piaccia il Doom/Death, ma tra qui e (per rimanere in Finlandia) chessò Thergothon e primi Unholy ci sta il mondo intero. Forse un pelino troppe tastiere, troppe influenze seventies non ne ho idea, fatto sta che sti Cemetery Fog mi sembrano non solo acerbi, ma di quel grezzume amatoriale più vicino al gruppo delle scuole medie che non al minimalismo supermarcio del Black Metal alla Exmortes o Gonkulator. Ad aggiungere il danno alla beffa, suonare in un fest con gli Skepticism che di Doom lo sanno suonare DAVVERO mi pare quasi una cattiveria :v.

Finnish Death Metal Maniacs

Finnish Death Metal

Allora. Tra meno di un mese in Finlandia si terrà il cosiddetto Finnish Death Metal Maniacs fest. Inutile dire che se avessi pensato 25 anni fa di vedere tutta sta roba tutta assieme mi sarei ibernato apposta per svegliarmi nel futuro e chissenefrega di tutto il resto delle cose belle che la vita ti regala giorno dopo giorno. Con il Death Metal Finlandese ho sempre avuto un rapporto maniacale di amore-amore, molto di più che con l’ormai sdoganatissimo Death Svedese (che dopo il triste periodo “melodico” ha tornato ad avere un’identità ben riconoscibile). Che poi il Death Svedese andava abbastanza forte anche nei primi anni ’90, sia che si parli di Dismember o Entombed, che Cemetery o Therion, bene o male la scena era talmente gonfia che qualche chicca arrivava sempre ad etichette più o meno di rilievo. Poi anche come suoni, un po’ Maiden, un po’ Autopsy, un po’ colonna sonora di film Horror alla Coscarelli, il tutto legato dal distorsore Death Metal insomma non nego che mi piaccia quasi tutto ma il Death Svedese grosso modo lo impari a riconoscere in fretta.

Il mio amico Nicola definiva il suono Finlandese “malato”. In effetti la roba che arrivava dalla Finlandia in quel periodo era davvero tutta non solo marcia, ma aveva uno strano alone di vecchio e misterioso che in qualche modo trovavo inquietante. Non so se ero io che lo percepivo così, ma già la prima roba dei Beherit o degli Impaled Nazarene mi creavano in testa immagini di paludi putride e ghiacciate, di luoghi grigi, di uno strano alone disagio e follia. Che poi a conoscere i Finlandesi nel tempo un pochino grigi lo sono per davvero. D’altronde manco è ufficialmente parte della Scandinavia, sono un popolo insulare con una lingua assurda che manco alla lontana ricorda il Danese, lo Svedese, l’Islandese o il Norvegese. Sia culturalmente che musicalmente è proprio un mondo a parte, più Russo volendo, che non Europeo. Nel pieno del periodo del cosiddetto “tapetrading” feci incetta di gruppi Finlandesi. I demo di Xysma, Lubricant, Purtenance Avulsion, Pestigore, Necropsy, Demilich ecc. erano accomunati da un suono enormemente saturo e pesante, dove ogni cosa era distorta e cupissima, dalla voce alla vera e propria registrazione. In parte era anche una “scena” piccola e tutto sommato facile da tenere sotto controllo, se non altro perché quasi tutti i gruppi del periodo facevano la loro bella apparizione su Isten prima o poi.

Già nei primi anni novanta, quel grumo compatto e marcio che era il Death Finlandese era andato grosso modo a puttane. Xysma, Convulse, Lubricant e altri entrarono in una spirale “evolutiva” cosiddetta “death’n roll”. Demilich e Archgoat, tra i miei gruppi preferiti in assoluto, e non solo in area Finlandese, scomparirono praticamente subito dopo un magnifico esordio su Necropolis che allora mi RUBO’ i soldi spediti con vaglia internazionale per un po’ di merchandise (fortuna che almeno i dischi riuscì a prenderli almeno). Purtenance, allora su Drowned, fecero molto poco scalpore, anche se ricordo che mia madre ai tempi non li apprezzava tantissimo a volume a palla in casa eheh. Beherit impazziti dopo il periodo elettronico sfumarono nel nulla creando nel vuoto che avevano lasciato per me un alone di mistero che poi fu proprio il tizio di Isten a districare (con frasi peraltro poco lusinghiere). Di tutti forse gli Impaled Nazarene tennero un filo di più ma in tutta onestà già Suomi Finland Perkele mi fa abbastanza cagare. Poi ci saranno i soliti accusatori del “eh ma te solo e sempre i primi 1-2 dischi”. Beh si è così, i primi due Impaled Nazarene per me non si toccano, il resto va bene per pareggiare le gambe del tavolino. Cheppoi già in quel periodo la roba usciva di rado in vinile e negozi tipo Soundcave a Milano avevano fatto praticamente pulizia e tenevano solo CD e io in genere col CD non ho poi tutto sto bel rapporto ma questo è un altro discorso.

Tutto sto pippone non soo perché a me piace scrivere così e questo è il mio blog e vaffanculo, ma anche per dire che a me il Death Metal Finlandese non solo piace di brutto ma davvero ha un posto speciale nel mio kuore <3 e cristo vedere una bill del genere mi fa tremare le vene ai polsi. Anche se ormai i concerti li centellino, questo davvero è imperdibile, nonostante il muro di fenomeni da circo in brigantina di toppe NWN che mi dovrò sorbire, tra proclami-cazzata di gente che si professerà appartenente alla scena dall’81 e roba così. Ma siamo nel 2015, prendere o lasciare, d’altronde senza sti qui un concerto del genere manco lo vedevo sotto LSD, sicché.

Così, pensavo che magari poteva essere interessante ciucciarsi una bella retrospettiva di tutti sti gruppi da qui al giorno del concerto, non so se riesco a farli tutti ma giusto per gradire e magari serve pure a me per rispolverare qualche vecchia memoria. Al solito le “recensioni” non saranno ne’ tecniche ne’ giornalisticamente corrette, per quelle basta che fate una ricerca su Google o anche solo su Encyclopedia Metallum.

Allora la bill per ora è (gasp)

Giovedi 10 Warm-Up, locale Annis

  • ASCENDED
  • DECAYING
  • KRYPTS
  • STENCH OF DECAY

Venerdi 11 Annis

  • WITCHCRAFT
  • DEMILICH
  • ARCHGOAT
  • CONVULSE
  • GOREPHILIA
  • PURTENANCE
  • MAVETH
  • CEMETERY FOG
  • PESTIGORE

Venerdì 11 Afterparty, locale Monttu (no prevendita… ma in fondo sticazzi)

  • CROSS TO BEAR
  • MALICIOUS DEATH
  • AXELSLAUGHTER

Sabato 12, Annis

  • DEPRAVITY
  • NECROLEPSY
  • GALVANIZER
  • AMPUTORY
  • FESTERDAY
  • CADAVERIC INCUBATOR
  • SOLOTHUS
  • NECROPSY
  • SKEPTICISM

Sabato 12, Afterparty locale Bar Kino

  • RIPPIKOULU
  • LUBRICANT
  • LANTERN

 

Abhordium – Declaration Of Perdition (2009)

Abhordium

In genere quando ti avventuri nel mondo dei fanzinari la quantità media della musica che ascolti si abbassa di brutto. E’ un compromesso a cui ti pieghi perché in ultima analisi ascolti anche tante cose che normalmente salteresti a piedi pari e anche se la qualità si abbassa ascoltare tanta musica con attenzione affina sensibilmente anche la capacità di critica ed in particolare la capacità di fare associazioni. L’eccellenza è ripetizione, si dice. Come per tante altre attività ascoltare è anche questione di allenamento e dopo tanti anni di attenzione più o meno oscillante solo di recente sto riprendendo un poco la cognizione che avevo qualche anno fa. Anche così dopo settimane di musica dalla qualità altamente altalenante nel mio stereo arriva qualcosa di difficile da giudicare o anche solo analizzare. Coi Finlandesi in genere è così, se stanno lontani dalle cagate black metal si apre quasi sempre un microcosmo di suoni imbastarditi difficilmente riconducibili a una scuola in particolare. Come matrice questo è un album Brutal Death tecnico e dalla composizione estremamente eterogenea. Persino il cantato oscilla tra vari stili senza cadere nella ormai banalissima e collaudatissima dicotomia grugnito/urletto, questi sono cinque pezzi di Death Metal contorto e pieno di continui twist con roba al limite dello sperimentale (tipo un gong) incastonati su un tessuto di riffoni di matrice più o meno moderna (a tratti mi ricordano Decapitated) con tutti i tremolo e le sfuriate sui piatti al limite della cacofonia. Bello anche il packaging su digipack dalla copertina vagamente orientaleggiante con i testi scritti all’interno, interessanti ed eleganti affreschi di sofferenza e visioni di realtà apocalittiche.

Gruppo completo dalla A alla Z. E’ strano che anche il full-length che segue questo mini sia anche esso autoprodotto, qui c’è della sostanza.

Voto:

Etichetta: Autoprodotto