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Demilich, Archgoat, Convulse, Purtenance

Demilich

DEMILICH

Dei Demilich di Kuopio posso dire ben poco se non che per un lungo periodo sono stati nella top 3 dei miei gruppi preferiti in assoluto. Dotati di una capacità compositiva, una visione criptica e geniale che si rifletteva in ogni aspetto – dal logo, al lavoro delle chitarre convulso e quasi dissonante (pare che fossero in ottimi rapporti con Human Remains, altro gruppo di un’imprevedibilità devastante), una voce che portava il concetto di gutturale a nuovi livelli, una massa liquida da batrace che era qualcosa di differente da ogni altra cosa sentita prima. E i titoli dei pezzi – allucinazioni Lynchiane, quasi surrealiste. Questo è un gruppo che ho seguito sin da prima del Cd Necropolis e che ho provato persino ad agganciare per una piccola produzione, magari un 7″, attorno al 2000, idea che purtroppo si tramutò in un niente di fatto. Assieme ad Archgoat sono stati anche i protagonisti indiretti di una delle ripoffate più imprevedibili che mi siano capitate: spediti soldi tra l’altro tramite vaglia internazionale e quindi tracciabili per un paio di t-shirt (mi pare anche una felpa) a Necropolis, non ebbi mai una risposta. Anche in seguito per anni provai a contattare l’etichetta di quei merdosi fino a quando nel 2003 o giù di li fu proprio Thind a contattarmi per minacciarmi che se non avessi smesso di parlare male della sua etichetta mi avrebbe sputtanato con una campagna di flyer ecc. ecc. Cosa strana visto che fino ad allora non si era fatto sentire nessuno per quel vecchio vaglia (risalente credo al ’93 o giù di li) e appena Internet cominciò a diventare il mezzo di comunicazione per eccellenza fui contattato a raffica da lui e un paio di suoi scagnozzi. Abbassati i toni, mi disse che avrei avuto qualcosa in omaggio per scusarsi di quel che era successo, cosa che ovviamente non è mai avvenuta. Altra nota buffa è che verso la fine degli anni ’90 venni in contatto con un ex-dipendente che pare avesse una causa in corso con l’etichetta e mi confermò che per un lungo periodo i soldi venivano tranquillamente rubati. Bell’etichetta di merda, lasciamo stare.

Resta il fatto che i Demilich sono immensi, senza dubbio uno dei gruppi più emblematici e originali del panorama Death Metal non solo Finlandese ma mondiale, talmente convoluti e pieni di spunti che ci si potrebbe scrivere un libro. Anche se il gruppo è di nuovo attivo, e avrò pare modo di vederli almeno un paio di volte nei mesi a venire, il fatto di potermeli vedere live per la prima volta mi fa venire la tachicardia.

Archgoat

ARCHGOAT

Per gli Archgoat di Turku vale quanto detto sopra, anche se questo è un gruppo che scoprii solo quando l’EP su Necropolis era già uscito ed arrivò in maniera inspiegabile in un piccolo negozio Metal di Modena che le etichette underground, in particolare Black/Death manco sapeva che esistessero. Nonostante la ripoffata indiretta, è un gruppo per il quale conservo un po’ di “culto”, in particolare per le sonorità bestiali tipiche di un black metal al tempo tutto fuorché in voga. Sia chiaro, ai tempi dell’EP questo gruppo non lo conosceva NESSUNO, se siete nati dopo l’85 e qualcuno vi dice il contrario sta mentendo di brutto, questo era uno di quali gioielli che ci si passava tra quattro gatti, nonostante la stampa su vinile e la distribuzione non pessima. Assieme a Impaled Nazarene e Beherit, il Black Metal Finlandese era a mio avviso definito proprio da questa trinità. Tra l’altro sono un gruppo che ha mantenuto intatto lo spirito e dopo dieci anni di silenzio ancora suonano con la stessa ferocia e inumanità che avevano nei primi ’90. EP consumato a forza di passare sul giradischi, e nuove release assolutamente allo stesso livello. Gruppo della madonna che non vedo l’ora di rivedere dopo lo show con Black Witchery di qualche anno fa.

Convulse

CONVULSE

L’unico motivo per cui la mascella non mi cadde quando nel ’94 mi arrivò un promo dalla Nuclear Blast con un pezzo di quella merda di “Reflections” fu che in quello stesso sampler c’era anche un pezzo degli Afflicted che era molto, molto peggio. Eppoi già la Finlandia dava segni di rincoglionimento da un po’, con Xysma e Lubricant davanti a tutti improvvisamente vittime di una insolita venerazione per il groove e il rock psichedelico, mah. Lasciamolo fare a chi lo sa fare dico io. Resta che comunque i Convulse di Nokia hanno avuto una discografia quantomeno disomogenea. Un demo e un album di debutto che a parte la copertina bellissima non era proprio un Death Metal che sgocciolava umori di putredine come i lavori di diversi altri coetanei e connazionali. Forse più sul versante Svedese “maleducato” alla Grave che non sulla linea oscura-pesantissima della Finlandia a cavallo del ’90. Seguì un brutto EP e uno degli album più brutti che abbia mai sentito, appunto quel “Reflections” che cerco di dimenticare. A vent’anni da quella merda ho sentito (e comprato) il singolo e il full del 2013. Non terribili, ma non so che dire, niente che mi faccia davvero girar la testa. Ecco se le reunion finiscono così, preferisco i Krypts.

Purtenance

PURTENANCE

“Members of Immortal Damnation” è stato non solo uno dei pochissimi dischi Drowned su vinile 12″, ma forse la prima volta che ho avuto modo di vedere un disegno di Moyen a colori. Anche se lo preferisco di gran lunga in bianco e nero, l’effetto su questo album non era poi così male. Ma quello che veramente mi lasciò a bocca aperta fu il massacro inumano che ci stava dietro… quando lo misi su la prima volta ricordo che mi pareva che le finestre esplodessero, persino mia madre entrò in camera a vedere quello che era successo (ah ah, eh beh). I Purtenance di Nokia erano uno dei gruppi più brutali e gutturali che avessi e trovavo sempre modo di infilarli nelle compilation in cassetta che mi facevo quando andavo a scuola col walkman. Persino per essere un gruppo Finlandese erano in qualche modo catalogati in quello che allora chiamavamo “Death Americano” o Death Metal alla Suffocation/Cannibal Corpse. Ovvio adesso sono definizioni che non han senso e non vogliono dire una mazza, ma al tempo si definiva così la roba veloce, senza melodia e con voci super-gutturali. Non che ce ne fosse poi tanta ecco, in mezzo a tutta quella massa di cagate che uscivano passato il maledetto 1993 con tutti i gruppi che uno dopo l’altro “evolvevano” in merda.

Questo gruppo lo scoprii poco prima del full grazie al 7″ “Crown Waits the Immortal” che uscì l’anno precedente sempre per Drowned, etichetta  che al tempo non sbagliava quasi un colpo (quasi, eh, c’è della roba leggermente sottotono se andiamo a vedere le cassette degli inizi) e solo in seguito ho avuto modo di sentire i pezzi dei Purtenance Avulsion, il gruppo precedente. Anche se sono tutte più che discrete registrazioni, è indiscutibilmente il full che mostra la piena maturazione del suono Purtenance, il volto più brutale e diretto della scena Death Finlandese, senza ombra di dubbio. Suoni pesanti quasi alla Mortician, voce gutturale, blast, una vena appena accennata di quello “sludginess” tipico della Finlandia, qualche breve passaggio doom cupissimo ecc. ecc. non posso davvero descrivere quanto cristo mi piacesse quel disco. Devo dire che anche il disco della reunion, “Awaken from Slumber” rompe il culo, la voce quasi uguale e i blast persino più caotici, questo è un gruppo che ha saputo senza dubbio mantenere la propria vena anche dopo tutti questi anni. Se proprio vogliamo anche il suono un po’ paludoso aiuta a fare da collante. Altro gruppo da libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi che mi guardo più che volentieri (poi a giorni esce il nuovo, pare, con copertina sempre Moyen ma grazie al cielo sottosuolo in bianco e nero stavolta.