Witchcraft, Gorephilia, Maveth, Cemetery Fog

Passiamo al “main event” vero e proprio, che dovrebbe tenersi l’11 di settembre. Per questioni di tempi e suddivisioni logiche malate direi che possiamo splittare il concerto in tre parti, la prima coi gruppi post-2000, l’ultima con i nomi storici, quella di mezzo in cui per motivi per lo più personali ci metto solo i Pestigore.

Witchcraft

Witchery

Non so in che ordine suoneranno i vari gruppi quindi procederò più o meno a caso. Partiamo con i Witchery di Hamina, gruppo con il nome nuovo di zecca (prima si chiamavano Black Feast) con all’attivo giusto qualche cassetta e uno split su Behest (come Black Feast la discografia è lunghetta, compreso l’immancabile pippone su NWN che se suoni sto genere è quasi obbligatorio). In un primo momento si potrebbe essere tentati di obiettare che questo gruppo vira troppo sul versante Black Metal per suonare in un Death Fest però mettiamo in chiaro alcune cose: 1) Archgoat praticamente headliner 2) Voci marce, suoni distorti, testi su carne marcia, incubi e tombe – esattamente dove sta la differenza? 3) Questo concerto mi pare voglia richiamare quel breve periodo in cui le etichette non hanno ancora spezzato in due la cosiddetta “scena”, quando il confine che delimitava i generi era per lo più cosmetico e non voleva necessariamente creare divisorie stilistiche.

Arrivando al sodo i Witchery suonano Black Metal ma di quello oscuro e marcio che piace al sottoscritto, ispirato ovviamente dai sempre citati Blasphemy o dei loro storici conterranei di Rovaniemi che manco mi sento di nominare (e ci somigliano davvero tanto, minchia!), con tanto di nomi di guerra lunghissimi, suoni catacombali, batterista in rigor mortis perennemente al limite del fuori tempo, voce sepolcrale catarrosa e così via, nulla di mai sentito prima ma dite quel che volete questo è davvero uno dei miei generi preferiti in assoluto e sarei disposto a digerire qualsiasi cosa più o meno abbia le caratteristiche elencate sopra un po’ come per il goregrind patologico sudamericano. Non so come siano a livello live ma con la dose giusta di teschi borchie e pelle direi che ci siamo.

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Gorephilia

GOREPHILIA

Eccoci di nuovo in territori più familiari, i Gorephlia vengono da Vantaa, città dell’Heureka e sono un gran gruppo, tecnicamente e stilisticamente vicino a sonorità americane quanto quelle del loro paese, il che crea un risultato stranamente compatto e senza sbavature ma allo stesso tempo identificabile su più livelli. Gran voce, gutturale e mastodontica in pieno stile Purtenance, suoni massicci ma senza il classico andirivieni tra vallate Doom/Death e riffoni cadenzati, i pezzi di questo gruppo sembrano un’interpretazione Finlandese di roba Sud-statunitense tipo Diabolic, Morbid Angel periodo Tucker o Serpents Aeon, più facile da sentire che da descrivere. Se c’è un gruppo che sta riuscendo nel difficile intento di far convivere tutte le sfumature del Death Metal buono, questo è quello giusto.

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Maveth

MAVETH

Questo è un gruppo che fosse uscito qualche anno prima avrebbe fatto parlare un bel po’ a mio avviso. Pezzi mai banali, sempre sullo stile voce gutturale/suoni pesantissimi ma non sulla vena “Gateways to Annihilation” dei Gorephilia, direi qualcosa di più sepolcrale talvolta riminiscente di quel Death Metal satanico alla Imprecation, Incantation, Hibernus Mortis ecc. ma in chiave leggermente più tecnica ed organizzata. Alcune scelte compositive sono veramente impressionanti e ogni traccia ha una coesione orchestrale notevole. Gruppo completo al 100% che ho davvero voglia di rivedere.

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Cemetery Fog

CEMETERY FOG

Ormai piuttosto raramente trovo cose interessanti nel roster della Iron Bonehead. Non che abbia nulla contro l’etichetta anzi, massimo rispetto per l’attività in continua crescita ecc. ecc. è che davvero, diciamo sarà giusto un venti percento delle uscite che mi sentirei di ascoltare più di due minuti. Ecco purtroppo i Cemetery Fog non sono tra questi. Non che non mi piaccia il Doom/Death, ma tra qui e (per rimanere in Finlandia) chessò Thergothon e primi Unholy ci sta il mondo intero. Forse un pelino troppe tastiere, troppe influenze seventies non ne ho idea, fatto sta che sti Cemetery Fog mi sembrano non solo acerbi, ma di quel grezzume amatoriale più vicino al gruppo delle scuole medie che non al minimalismo supermarcio del Black Metal alla Exmortes o Gonkulator. Ad aggiungere il danno alla beffa, suonare in un fest con gli Skepticism che di Doom lo sanno suonare DAVVERO mi pare quasi una cattiveria :v.

Un pensiero su “Witchcraft, Gorephilia, Maveth, Cemetery Fog

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